Amundi prova a rilanciare il business in Italia, seconda geografia più importante per il colosso francese del risparmio gestito. In attesa di conoscere le scelte del vertice di Unicredit sull’alleanza in scadenza nel 2027, il gruppo di Parigi sta cercando di allargare il proprio network di alleanze oltre le Alpi. Al vaglio del country manager Gabriele Tavazzani ci sarebbero già diverse opzioni operative.
Il primo primo pilastro della strategia sarà stringere i legami commerciali con la casa madre Crédit Agricole. In questo ambito Amundi Italia cercherà «nuove opportunità nella gamma delle gestioni patrimoniali, in particolare per il segmento private», spiega la relazione di bilancio 2023 della sgr, che aggiunge: «si continuerà a valorizzare la crescita delle sinergie di gruppo anche nel canale della bancassurance, in collaborazione con la compagnia Crédit Agricole Vita».
Attività che andranno ad aggiungersi all’offerta dei fondi a finestra e alla promozione della sicav lussemburghese Fund Channel Investment Partners. Il secondo pilastro della strategia francese sarà «intensificare le collaborazioni con le maggiori reti di promotori finanziari», cioè Bcc Risparmio&Previdenza (la sgr del gruppo Iccrea), Banca Aletti (la private bank di Banco Bpm) e Fineco.
Non basta. Amundi Italia ha l’ambizione di implementare il servizio di consulenza e gestione patrimoniale «costruendo ulteriori partnership con banche non appartenenti al gruppo Crédit Agricole Italia e Unicredit, in particolare in ambito Esg», continua il documento. Nel corso del 2023 Amundi ha inoltre sviluppato il servizio Gestioni Patrimoniali Universo, che a partire dal secondo quadrimestre di quest’anno sarà distribuito da Directa Sim. «Questo servizio prevede la possibilità di investire il patrimonio in 18 tasselli combinabili tra loro in funzione di preferenze di investimento e propensione al rischio del cliente», puntualizza il bilancio.
Al centro della strategia tricolore del gruppo resta comunque l’alleanza con Unicredit, nata nel 2016 con l’acquisizione da 3,54 miliardi di Pioneer. La banca di piazza Gae Aulenti rimane infatti il principale partner di Parigi in Italia, anche se sono in corso valutazioni sul futuro del contratto. Come per la casamadre Agricole l’offerta dei fondi a scadenza verrà razionalizzata e «sarà arricchita la gamma di soluzioni per il settore bancassurance in collaborazione con Unicredit Allianz Vita e Cnp Vita, le due compagnie assicurative partecipate da piazza Gae Aulenti.
Amundi ha chiuso l’anno in utile per 79,2 milioni, in calo dai 93 milioni del 2022 per il combinato disposto di minori commissioni nette (penalizzate dalla raccolta negativa ma in linea con il mercato complessivo) e maggiori costi operativi. Questi ultimi sono dipesi anche dall’incremento del personale, salito a 366 dipendenti.
Sull’utile totale, 35,1 milioni sono stati distribuiti come dividendo alla capogruppo (e unico azionista) Amundi, e 44,1 milioni sono stati portati a nuovo. A fine marzo, secondo i dati Assogestioni, Amundi gestiva in Italia 222 miliardi di masse, il 9,7% del patrimonio complessivo dell’industria. Il gruppo francese si conferma così sul terzo gradino del podio per patrimonio, dopo Intesa e Generali. (riproduzione riservata)