Amazon è la regina del fatturato, ma la società cinese Pdd, proprietaria dell’e-commerce Temu, è cresciuta più di tutti. Sono due dei risultati del report Software & Web Companies di Area Studi Mediobanca che ha analizzato la performance dei maggiori gruppi internazionali del settore WebSoft nei primi 9 mesi del 2023 e nel triennio 2019-2022. Il settore in Italia vale 9,3 miliardi di euro con circa 26,4 mila lavoratori (dati 2022).
L’anno in corso riscatta i risultati anomali del 2022, quando le entrate erano cresciute a ritmo contenuto (+9,6% contro il +24% del 2021), l’ebit margin era diminuito e la capitalizzazione di mercato era scesa. Nel 2023 le WebSoft tornano a sorridere sia in sede di bilancio che in borsa.
La classifica delle prime cinque società WebSoft, basata sul fatturato 2022 (calcolato in euro), è una corsa a due tra Stati Uniti e Cina. Il podio è a stelle e strisce con Amazon che con quasi 482 miliardi di entrate stacca tutte le concorrenti, comprese le altre big tech. Alphabet, la casa madre di Google, si ferma al secondo posto con “solo” 265 miliardi, mentre Microsoft occupa la terza piazza a quota 186 miliardi. Il quarto e il quinto posto, invece, vanno alle cinesi JD.com (142 miliardi) e Alibaba (118 miliardi).
Allargandolo sguardo ai primi 25 gruppi mondiali, il bipolarismo Stati-Uniti Cina si mantiene: 11 società hanno sede negli Usa, tra la Sillicon Valley e New York, mentre 10 in Cina, a partire dalla capitale Pechino.
Tra gennaio e settembre i ricavi delle compagnia WebSoft sono cresciuti del 10,6% rispetto allo stesso periodo del 2022, trainati soprattutto dai settori Mobility Solutions (+23,8%) e Online Travel & Lodging Reservations (+20,4%). Ma l’aumento della redditività è stato ancora più rilevante: la redditività operativa è cresciuta del 31,5% e gli utili hanno avuto un balzo del 46,4%. In media, ogni operatore ha ottenuto un profitto netto di oltre 30 milioni di euro al giorno rispetto ai 21 milioni del 2022.
In particolare, la cinese Pdd (PinDuoDuo e Temu) ha visto il suo fatturato esplodere quest’anno: +75% rispetto ai primi 9 mesi del 2022. Nella classifica di chi è cresciuto di più la seconda società, nettamente staccata, è la connazionale DiDi (mobilità tramite app) con un incremento del 31,2% dei ricavi. Sul fronte della redditività industriale, invece, il primato va a Microsoft che guida con un ebit margin del 44,4%, seguita da Oracle (43,7%), Adobe (34,2%), Meta (32%) e Booking (31,5%).
Le società WebSoft non hanno risentito nemmeno del duro ciclo di rialzi dei tassi di interesse: nel 2023 la loro liquidità è salita dell’11,6%. Frenano, però, gli investimenti che fanno registrare un calo del 6,7%.
«Dopo un 2022 in netta flessione, che aveva riportato le 25 maggiori WebSoft indietro di due anni per capitalizzazione di Borsa, il 2023 sembrerebbe mostrare il ritorno del feeling con i listini azionari», si legge nel report di Mediobanca. Al 30 novembre 2023, infatti, la market cap dei giganti del WebSoft era di di 8.767 miliardi di euro (+47,5% rispetto a dicembre 2022).
Anche la rappresentatività di questi titoli sulle borse è in ascesa: a fine 2022 la capitalizzazione delle 25 maggiori WebSoft pesava per il 6,9% del valore complessivo delle borse mondiali; a fine 30 novembre 2023 questo valore è salito al 9,5%. Nello specifico, a Piazza Affari nei primi 9 mesi 2023 le WebSoft valgono oltre dieci volte l’intera Borsa.
Il podio di borsa (per capitalizzazione) è occupato da Microsoft (2.581 miliardi di euro), Alphabet (1.528) e Amazon (1.384). Inoltre, tra dicembre 2022 e novembre 2023 si sono distinti Meta (+165,9%) e Uber (+123,0%).
I primi tre operatori della classifica di Area Studi Mediobanca (Amazon, Alphabet, Microsoft) da soli assorbono oltre la metà del fatturato del settore (52,1%) nel 2022. Con Amazon che pesa per oltre un quarto del totale (26%).
L’e-commerce di Jeff Bezos è leader anche nella forza lavoro, dal momento che dà lavoro a circa 743 mila persone sui circa 4 milioni che lavorano nel settore WebSoft.
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