I proprietari dei centri commerciali hanno a lungo accusato Amazon di distruggere il loro business, mentre ora alcuni cominciano a vedere il gruppo di Jeff Bezos come un potenziale salvatore. In un periodo segnato dalla chiusura dei negozi di Sears e Macy’s e in cui molti centri commerciali stanno faticando ad attirare affittuari per gli spazi vacanti, Amazon sta incrementando la sua presenza nel commercio al dettaglio fisico. Secondo quanto annunciato la scorsa settimana, il gruppo prevede l’apertura di altri negozi di Whole Foods.
Amazon sta anche sperimentando diversi tipi di punti vendita tradizionali, dai bookstore ai pop-up store. Sta inoltre testando minimarket senza cassieri (Amazon Go) e negozi che vendono articoli che abbiano ottenuto un punteggio di almeno quattro stelle sul suo sito web. Ora, in quella che potrebbe trasformarsi in una delle mosse più aggressive di Amazon in direzione del commercio al dettaglio fisico, l’azienda ha in progetto il lancio di una nuova catena di supermercati con decine di sedi nelle principali città degli Stati Uniti.
«L’idea di raggiungere una maggiore domanda da parte di Amazon rappresenterebbe un enorme passo in avanti», ha commentato Don Wood, ceo del gruppo immobiliare Federal Realty Investment Trust. L’iniziativa di Amazon potrebbe incoraggiare anche altri operatori del commercio a investire significativamente nei propri negozi, ha aggiunto Don Wood. Broker e proprietari ritengono che Amazon, molto più degli altri rivenditori, abbia un’esperienza tale da attirare la giusta schiera di acquirenti, considerando la miniera di dati sulle abitudini dei consumatori, da cui emerge che la richiesta di prodotti è maggiore in un luogo specifico.
I membri di Amazon Prime, che tendenzialmente hanno più reddito disponibile, sono considerati particolarmente appetibili. «Quando Amazon bussa, è come se fosse Apple», ha dichiarato Jay Luchs, vicepresidente di Newmark Knight Frank, società di consulenza immobiliare. Apple ha un enorme impatto sull’attività dei centri commerciali e il potere per negoziare affitti più bassi con i proprietari. Nel fallimento di una serie di centri commerciali Amazon ha visto un’opportunità. Il gruppo per esempio già occupa lo spazio di alcuni centri commerciali falliti in Ohio come Randall Park Mall e Euclid Square Mall, convertendoli in centri di evasione degli ordini.
Negli ultimi anni Amazon è diventata un’inquilina al dettaglio molto ambita. Nel novembre del 2015 ha aperto il primo bookstore fisico a Seattle e ha lanciato negozi temporanei (pop-up store) nei centri commerciali. L’anno successivo ne ha aperti circa 20 all’interno dei mall per presentare dispositivi come voice assistant speaker, tablet e Kindle. Sul sito di Amazon si legge dei tre negozi «a quattro stelle» a New York, in Colorado e in California e degli oltre 80 negozi temporanei e 18 bookstore distribuiti in 22 Stati, oltre che a Washington DC.
Negli ultimi due anni molti dei pop-up store sono sorti all’interno dei grandi magazzini Kohl’s. Nel 2017 ha siglato una partnership con il colosso online permettendo ai clienti Amazon di rendere la merce a Kohl’s. Amazon è inoltre interessata a posizionare più minimarket senza cassieri, assecondando la familiarità delle persone con il processo di vendita automatizzato. A differenza delle case di moda o dei grandi magazzini in difficoltà, Amazon offre ai proprietari poche preoccupazioni quando si tratta di stabilità. «Vedono Amazon come una società dalle tasche gonfie di soldi che non finiranno mai», afferma Greg Wank, socio dello studio contabile Anchin, Block & Anchin.
