skin track
Ocse lancia l’allarme: investimenti delle imprese troppo bassi, la crescita economica globale è a rischio
Industria Leggi dopo

Ocse lancia l’allarme: investimenti delle imprese troppo bassi, la crescita economica globale è a rischio

05 agosto 2025, 10:56 Ultimo aggiornamento: 15:30

La spesa in calo delle imprese frena la ripresa economica: solo due Paesi hanno superato i livelli pre-crisi del 2008

La crescita globale è a rischio. È l’allarme lanciato dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse), che mette sotto i riflettori una debolezza strutturale degli ultimi anni: il crollo degli investimenti netti delle imprese. Un trend che, secondo i dati dell’Ocse riportati dal Financial Times, sta frenando la capacità delle economie avanzate di tornare su un sentiero di espansione robusta e sostenibile.

Secondo l’organizzazione con sede a Parigi nella maggior parte delle economie sviluppate la spesa per nuovi progetti e infrastrutture aziendali non ha mai realmente recuperato dopo la doppia frattura della crisi finanziaria globale del 2008 e della pandemia di Covid-19. Un’erosione lenta ma costante: gli investimenti netti sono passati dal 2,5% del prodotto interno lordo (pil) prima della crisi del 2008 all’1,6% nel 2024.

«Se la spesa delle imprese per investimenti non riprenderà slancio, i paesi non saranno in grado di sostenere la crescita», ha avvertito Álvaro Pereira, capo economista uscente dell’Ocse parlando al quotidiano britannico. Pereira, recentemente nominato governatore della Banca del Portogallo, ha sottolineato come l’attuale debolezza degli investimenti sia il sintomo di un’incertezza diffusa che paralizza le scelte strategiche delle imprese.

Solo pochi Paesi sopra i livelli pre-crisi

Il quadro delineato dall’Ocse è preoccupante: solo due economie avanzate su 34 (Israele e Portogallo) hanno superato nel 2024 i livelli di investimento netti precedenti alla crisi finanziaria del 2008. Ancora più contenuto il recupero rispetto alla pandemia: solo sei paesi, tra cui Italia, Canada e Australia, hanno superato i livelli di investimento pre-Covid.

L’analisi condotta dall’Organizzazione mostra come gli investimenti netti siano in media ancora inferiori del 20% rispetto a quelli che si sarebbero registrati se fossero continuate le tendenze pre-2008. Rispetto al trend pre-pandemico, il gap resta del 6,7%.

Incertezza politica e freni agli investimenti

Alla base di questa stagnazione c’è, secondo Pereira, una «pervasiva incertezza politica» che mina la fiducia delle imprese. Le aziende, colpite da shock ricorrenti - commerciali, normativi e geopolitici - rinviano o cancellano progetti di investimento a lungo termine. In particolare, i dazi introdotti sotto la presidenza di Donald Trump rappresentano una delle principali fonti di instabilità.

E nonostante le rassicurazioni dell’Fmi - che la scorsa settimana ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita globale al 3% per il 2025 - il rallentamento rispetto al 3,3% del 2024 e al 3,7% del periodo pre-pandemico resta evidente.

La spinta del digitale non basta

Non mancano aree di espansione: gli investimenti in digitale e capitale immateriale - come intelligenza artificiale, software e innovazione - sono in crescita. Tuttavia, secondo l’Ocse, questo sviluppo non è sufficiente a controbilanciare la debolezza degli investimenti in beni materiali, né a compensare l’aumento degli ammortamenti. Il risultato è un calo costante degli investimenti netti in rapporto al pil. Se l’incertezza dovesse mantenersi ai livelli attuali, l’Ocse stima che gli investimenti reali potrebbero contrarsi di ulteriori 1,4 punti percentuali entro la fine del 2026. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza