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Al via i dazi Usa, colpita anche l’Italia: le 5 cose da sapere per non trovarsi impreparati

09 aprile 2025, 14:29 Ultimo aggiornamento: 14:30

Dal 9 aprile è in vigore l’ampia gamma di dazi pensata dal presidente Donald Trump nei confronti di 60 Paesi tra cui l’Europa

Dopo quasi 100 anni gli Stati Uniti scelgono di nuovo la via del protezionismo commerciale. Da mercoledì, 9 aprile, entra in vigore l’ampia gamma di dazi pensata dal presidente Donald Trump nei confronti di 60 Paesi tra cui l’Europa. Le barriere doganali variano dall'11 al 50%, tranne per la Cina verso la quale è stata scelta un'aliquota del 104%.

Ecco le cinque cosa da sapere per comprendere le ragioni dietro la guerra commerciale scatenata dagli Usa e le conseguenze che può avere.

1. Come funzionano i dazi?

I dazi sono un'imposta che deve essere pagata oltre al normale costo della merce acquistata dall’estero. Quindi ogni volta che un'azienda vuole comprare qualcosa prodotta in un Paese diverso dove ha sede deve pagare il normale costo della merce più un'imposta calcolata in percentuale sul valore del prodotto acquistato. Nel caso dei dazi Usa imposti da Donald Trump questi vanno articolati su due livelli distinti. Il primo è una tariffa base del 10% su tutte le importazioni negli Stati Uniti provenienti da qualsiasi Paese ed è entrata in vigore dal 5 aprile. Il secondo livello, partito da mercoledì 9 aprile, è costituito dai cosiddetti «dazi reciproci» che si applicano solo a circa 60 Paesi. Per l’Unione Europea è del 20%.

2. A quali Paesi sono stati quindi applicati i dazi reciproci e a quanto ammontano?

Le imposte personalizzate per singolo Paese sulle merci importate negli Usa vanno dal 10% previsto sulle merci importate dal Regno Unito al 104% sui beni cinesi. Particolarmente colpiti risultano anche il Vietnam (46% in totale), Taiwan (32%), la Thailandia (36%) e la Cambogia (49%) ma anche il Giappone (24%) e l’Unione europea 20%). Colpiti anche alcuni Paesi africani: Siria (41%), Algeria (30%), Iraq (39%), Tunisia (28%). 

3. Cosa vuole ottenere il presidente Trump con questi dazi?

Donald Trump innanzitutto punta a fare cassa con l'imposizione dei dazi. Gli Stati Uniti potrebbero così rilanciare gli investimenti, creare più posti di lavoro, migliorare i servizi pubblici offerti e così via. Per di più, con l’imposizione dei dazi i consumatori americani dovrebbero essere spinti ad acquistare prodotti americani che finirebbero per costare meno rispetto ai concorrenti stranieri. 

4. Che impatto hanno i dazi sull’economia europea e sull’Italia?

Le aziende europee per vendere gli Stati Uniti dovranno alzare i prezzi rischiando di vendere meno o scegliere di ridurre i propri guadagni. Le tariffe colpiranno oltre 380 miliardi di euro di prodotti fabbricati nell'Ue. In particolare, l’introduzione di dazi del 20% su tutte le esportazioni e del 25% su acciaio, alluminio e veicoli porterebbe ad un incremento dei costi doganali di 104,4 miliardi di euro per l’Unione Europea. Per di più, ha stimato la Bce, circa il 2% del pil dell'Ue-27 dipende dalla domanda statunitense. Con tariffe del 20%, i volumi verso gli Stati Uniti dovrebbero diminuire di circa il 15%. Stimiamo un effetto diretto del -0,3% sul PIL nel breve periodo. Germania e Italia sono i Paesi più colpiti rispettivamente per 34 e 14 miliardi di euro. In questo scenario, i settori più penalizzati sarebbero i macchinari (3,43 miliardi), l’automotive (2,55 miliardi) e la farmaceutica (1,58 miliardi), seguiti da agroalimentare (1,34 miliardi) e moda (1,16 miliardi). L’Italia rischia tra i 4 e i 7 miliardi di euro e la perdita di oltre 60.000 posti di lavoro ogni anno.

5. Quali effetti potrebbero avere sugli Usa?

L’anno scorso, il deficit americano era di 1.800 miliardi di dollari. Nei prossimi dodici mesi, gli Usa potrebbero raccogliere 280 miliardi di dollari con i dazi, una cifra 8 volte superiore rispetto al 2017 e un aumento di oltre 200 miliardi rispetto all’anno scorso. Nuove entrate che non sarebbero in alcun modo sufficienti a coprire il deficit statale. Per non parlare poi delle conseguenze dei contro dazi: le mosse dell’Ue colpiranno prodotti Usa importati per circa 18 miliardi. E non si può ancora stimare l’impatto dei dazi sui prezzi dei beni per i cittadini statunitensi. (riproduzione riservata)



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