Il primo giorno di lavori al G7 di Puglia ha già portato un successo per Giorgia Meloni: l’accordo per il maxi-prestito da 50 miliardi di dollari a sostegno di Kiev. La premier lo annuncia dal San Domenico Golf di Borgo Egnazia, al tramonto di una giornata fitta di incontri: «Abbiamo raggiunto l’accordo politico per fornire un sostegno finanziario aggiuntivo all’Ucraina di circa 50 miliardi di dollari entro fine anno». A garantirlo, spiega la premier, i ricavi derivanti dagli asset russi congelati, come da proposta americana: non una confisca, dunque, «ma interessi che maturano nel tempo». «Un passaggio politico fondamentale che dovrà essere definito dal punto di vista tecnico. Un risultato non scontato», ribadisce Meloni, «di cui vado fiera».
Al primo colpo, dunque, la premier manda la palla in buca sul prato verde del resort con affaccio sull’Adriatico. Per la soddisfazione anzitutto di Volodymir Zelensky, che dal suo blitz in terra messapica porta a casa due accordi per la sicurezza con il premier giapponese Fumio Kishida e con il presidente americano Joe Biden, oltre alla promessa di 242 milioni di sterline per esigenze umanitarie ed energetiche in arrivo dalla Gran Bretagna.
L’Ucraina è stata la grande protagonista della prima giornata di lavori nel resort di lusso di Savelletri di Fasano. Ma non l’unica. Oltre alla convergenza sullo stop all’intervento militare di Israele a Rafah, come emerge dalla bozza delle conclusioni circolante in queste ore, Meloni incassa anche il supporto dei leader del G7 sul Piano Mattei, al centro del tavolo collaterale del pomeriggio con i ceo di BlackRock e Microsoft, Larry Fink e Satya Nadella, e gli ad di Eni, Claudio Descalzi, Enel, Flavio Cattaneo, Cassa Depositi e Prestiti, Dario Scannapieco e Sace, Alessandra Ricci.
A indicare la strada Descalzi, che chiede «un cambio di rotta radicale per colmare il divario», mentre Cattaneo ricorda l’investimento di 2,5 miliardi in Marocco, Sudafrica e Zambia e Ricci quello da 5 miliardi nella cornice del Piano. «L’Africa rimane un continente con un potenziale di crescita e opportunità non sfruttati», aggiunge l’ad di Cpd, «la promozione di partenariati a lungo termine in condizioni di parità è l’unico modo di sostenere i Paesi africani». Nel quadro del Partnership for Global Infrastructure and Investment (Pgii) Meloni annuncia il contributo dell’Italia al progetto strategico del Corridoio di Lobito, che collega Angola e Zambia, e l’istituzione «di nuovi strumenti finanziari» con la Banca Africana di Sviluppo e un’intesa quadro con la World Bank.
La prima giornata di lavori del summit si chiude con la cerimonia delle bandiere al San Domenico con il lancio dei paracadutisti della Folgore imbandierati sul pratone del Golf Club tra gli applausi estasiati dei Sette. In serata il trasferimento in elicottero a Brindisi per la cena al Castello Svevo offerta dalla presidenza della Repubblica. A fare gli onori di casa, il capo dello Stato Sergio Mattarella e la figlia Laura: al largo, per l’occasione la nave Palinuro della Marina Militare italiana.
Unico assente, giustificato, Joe Biden, impegnato nella firma dell’accordo di sicurezza decennale con Zelensky che impegna Washington ad addestrare i soldati ucraini e apre all’eventuale adesione di Kiev all’Alleanza Atlantica. Venerdì 14 giugno i lavori riprenderanno di mattina con una sessione dedicata al tema migrazioni. Il clou arriverà nel pomeriggio con il tavolo sull’AI cui prenderà parte – anteprima assoluta per un G7 – il papa, che in agenda avrà dieci bilaterali a latere dei lavori. In serata l’approvazione delle conclusioni finali del vertice, sui quali il consenso dei Sette è già assodato. «Da questo G7 non vogliamo che escano solo documenti ma fatti concreti». (riproduzione riservata)