La Commissione Europea accelera sull’AI e lancia un bando per costruire sette gigafactory. L’Ue vuole rafforzare la sua capacità di calcolo e allo stesso tempo garantire la sua sovranità tecnologica in un mondo dominato dai giganti tech americani e cinesi. Il rischio è perdere il treno dell’AI per sempre, così Bruxelles ha deciso di puntare una fiche da 30 miliardi.
Circa dieci miliardi arriveranno dai fondi europei e nazionali, che potrebbero mobilitare almeno altri 20 miliardi di investimenti privati, per un totale appunto di 30 miliardi. Ora spazio alle candidature, che resteranno aperte fino al 12 novembre, con l’avvio dei primi cantieri previsto nel 2027. Al bando potranno partecipare consorzi di imprese, enti pubblici, investitori e altri partner.
«Le discussioni con gli Stati si sono già svolte. Sappiamo che in 18 vorrebbero partecipare o addirittura ospitare una gigafactory», spiega un portavoce della Commissione, a testimonianza del grande interesse intorno all’iniziativa. «Potranno essere progetti mononazionali o multinazionali. Quindi un Paese come la Grecia, ad esempio, che fa parte dei 18 Stati membri, può partecipare da solo o con altri».
Il calendario sarà serrato. «L’invito si chiuderà il 12 novembre e i sette Stati per le sette gigafabbriche saranno scelti all’inizio del 2027», precisa il portavoce. «Poi daremo il via libera e i Paesi membri avranno a disposizione altri 18 mesi per implementare questa prima fase».
Le gigafactory serviranno per addestrare modelli avanzati di AI - come ChatGpt di OpenAI o Claude di Anthropic - in linea con le norme e i valori europei. Potranno utilizzarle startup, scale-up, pmi, industrie, università e autorità pubbliche. In ognuna ci saranno processori avanzati di AI, software, stack tecnologici cloud, connessioni ad alta velocità e data center a basso consumo. Gigafactory che affiancheranno le altre 19 già in fase di sviluppo.
Le sette del nuovo bando potranno essere costruite invece in uno o in più Stati con infrastrutture di calcolo condivise. I 18 Paesi membri interessati, tra cui l’Italia, hanno già aderito all’accordo di appalto congiunto gestito da EuroHpc, che consentirà di acquistare capacità di calcolo dalle gigafactory per metterla a disposizione di imprese, ricerca e settore pubblico. La Commissione ha pensato anche all’accesso all’hardware e ha già firmato delle lettere d’intenti con le americane Amd, Nvidia e Qualcomm.
«L’apertura dell’invito relativo alle gigafactory rappresenta una pietra miliare nelle ambizioni del nostro continente sull’AI», spiega Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia. «L’accesso alla scala grezza della potenza di calcolo all’interno delle gigafactory è una necessità strategica per l’Europa con l’accelerazione dello sviluppo dell’AI. Sono lieto che gli Stati membri, l'industria e la Commissione si riuniscano per lavorare su queste strutture che sono fondamentali per la nostra sovranità tecnologica». (riproduzione riservata)