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AI e mercati, tra corsa agli investimenti e ritorno alla selettività
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AI e mercati, tra corsa agli investimenti e ritorno alla selettività

di Matteo Ramenghi*
18 febbraio 2026, 02:00 Ultimo aggiornamento: 07:07

I colossi tecnologici come Amazon e Alphabet puntano sull'intelligenza artificiale, con investimenti che superano una volta e mezzo quelli dello scorso anno. La corsa all'egemonia è finanziata sempre più da debito

Nelle ultime settimane i titoli tecnologici hanno registrato una maggior volatilità. La causa principale risiede negli annunci dei risultati dell’ultimo trimestre del 2025 e, soprattutto, nei piani d’investimento in intelligenza artificiale (AI). I cosiddetti hyperscaler (Amazon, Microsoft, Alphabet, Meta, Apple) hanno infatti annunciato investimenti cumulativi per 700 miliardi di dollari quest’anno, oltre una volta e mezzo il livello dello scorso anno e il quadruplo rispetto a tre anni fa.

Il ricorso sempre maggiore al debito

L’impressione è che queste società siano impegnate in una corsa per l’egemonia nell’intelligenza artificiale. Gli investimenti vengono sempre più finanziati da debito e, in prospettiva, da emissioni azionarie, considerando che alcuni leader dell’AI potrebbero quotarsi in borsa. La scorsa settimana Alphabet, capogruppo di Google, ha lanciato un’emissione obbligazionaria da 20 miliardi di dollari, raccogliendo ordini per oltre 100 miliardi. Secondo il Financial Times, la società sta anche selezionando le banche per l’emissione di un century bond con scadenza a 100 anni denominato in sterline, per soddisfare la domanda dei fondi pensione (scadenze simili per società tecnologiche non si vedevano dall’emissione di Motorola nel 1997). L’operazione segue l’emissione da 25 miliardi di dollari di Oracle del 2 febbraio, che ha raccolto una domanda significativa. Per le principali società quotate, questi investimenti non dovrebbero compromettere la solidità finanziaria, ma assorbiranno quasi il 100% dei flussi di cassa operativi, rispetto a una media decennale del 40%.

Monetizzazione, selettività e rotazione settoriale

Altri timori riguardano il mondo del software, poiché la programmazione viene sempre più svolta direttamente con l’AI, come dimostrato dall’ultimo aggiornamento di Anthropic, società privata che offre il chatbot Claude. D’altra parte, la rivoluzione del software potrebbe essere vista come una conferma del potenziale di monetizzazione dell’AI. L’intelligenza artificiale è sicuramente una rivoluzione tecnologica
dirompente
, con riflessi non solo economici, ma anche sociali e geopolitici. Tuttavia, il mercato non prende posizioni ideologiche o strategiche e non si lascia ammaliare dall’innovazione.

Come ha detto Warren Buffett, «ciò che conta è la liquidità generata dalle aziende, non l’entusiasmo per le nuove tecnologie». Per questo motivo molti investitori potrebbero adottare un approccio più selettivo sulle azioni tecnologiche, focalizzandosi sulla monetizzazione degli investimenti e sulla capacità di generare utili, per giustificare l’elevata spesa in AI. Di conseguenza alcuni potrebbero iniziare a ruotare verso altri settori. In considerazione delle valutazioni e degli investimenti in AI, abbiamo marginalmente ridotto la nostra posizione sulla tecnologia, che ora vediamo come un settore da detenere in modo «neutrale» rispetto all’indice di riferimento.

Portafogli e opportunità oltre la tecnologia

La tecnologia resta una componente importante dei portafogli, da mantenere in linea con il peso dell’indice sulla capitalizzazione di mercato, ma è opportuno diventare più selettivi e diversificare le esposizioni superiori ai livelli di riferimento: per esempio, l’indice Msci Usa It rappresenta il 21% dell’indice Msci Ac World. Il contesto dei mercati azionari, nonostante la complessa situazione geopolitica, resta comunque positivo: l’economia tiene, gli utili societari salgono e i tassi americani sembrano destinati a scendere ulteriormente. Oltre a tecnologia e intelligenza artificiale, emergono opportunità tra banche, settore salute, utility, beni di consumo discrezionale negli Usa e settore industriale europeo. (riproduzione riservata)

*cio di Ubs Wm in Italia



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