A Milano è arrivata la collezione Hermès che nessuno potrà mai comprare due volte
Un fungo in coccodrillo, una sella a dondolo con le frange, un kimono nato da tessuti destinati alle cravatte: a Milano, fino al 20 giugno, c’è petit h, il laboratorio più sorprendente di Hermès. Una collezione di creazioni irripetibili che unisce artigianalità, fantasia e sostenibilità
Hermès è esclusivo? petit h (ovviamente con l’iniziale minuscola…) lo è ancora di più: una collezione di creazioni che attingono a tutti i métiers della maison, uniche, non ripetibili, sostenibili, realizzate da artisti e artigiani con avanzi di produzione e materiali riciclati.

Specchi con base in porcellana, un fungo fermaporta in coccodrillo verde, un secchiellino in tela jeans foderato in uno dei mitici twill di seta dei foulard, un centrotavola in pietra con incastonati bottoni in madreperla e le piccole chiavi di una Kelly, una tazza con un nuovo delizioso coperchio di frutta in pelle d’avanzo diventa una porta dolcetti, un kimono per signora nasce dall’avanzo di un taglio di stoffa per cravatte…

Infinite fantasie che si basano su un’idea, ri-creation, giocare e ricreare, e che nascono negli atelier con spontaneità, ma non casualità. petit h è nomade, ed ecco un altro livello di esclusività: ha uno spazio fisso solo nella boutique di rue de Sèvres a Parigi, poi si presenta in due città nel mondo per due settimane ogni anno. Fino al 20 giugno è a Milano, nella boutique di via Montenapoleone, nella seconda metà dell’anno si sposerà alle Hawaii.

Inventato da Pascale Mussard nel 2010, il laboratorio petit h è oggi diretto da Godefroy de Virieu: nulla si perde, tutto si trasforma, tutto può cambiare funzione ed essere altrettanto utile. Oppure semplicemente bello, allegro, visto con nuovi occhi e nuove proporzioni. (Riproduzione riservata)
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- Esistono altre aziende nel settore del lusso che implementano progetti simili di sostenibilità e riutilizzo?
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