La missione che si è dato il World Economic Forum 2024 è «Ricostruire la fiducia». Un’aspirazione coraggiosa, anche per un Forum che dal 1971 riunisce in Svizzera capi di Stato e di governo, leader della finanza e della tecnologia, manager, innovatori e scienziati. Si tratta di una missione che il presidente del Wef Borge Brende definisce «più urgente che mai». Il mondo, infatti, è sempre più lacerato da guerre, tensioni, conflitti commerciali.
Ecco perché, da martedì 16 a venerdì 19 gennaio, 2 mila e 800 accreditati, provenienti da 120 Paesi, avvieranno oltre 500 sessioni di discussione, mentre nel Centro Congressi prenderanno la parola i grandi della terra.
Ci sarà il presidente Ucraino Volodymyr Zelensky, per la prima volta in presenza, il premier cinese Li Qiang, e il presidente francese Emmanuel Macron, insieme alla presidente della Commissione Ue Ursula Von der Layen, al segretario dell’Onu Antonio Guterres, e ai leader dei Paesi mediorientali ai quali si guarda per scongiurare un’escalation dell’attuale conflitto (Libano, Giordania, Qatar, Iraq) così come il segretario di Stato Usa Antony Blinken.
Farà il suo debutto sulla scena internazionale «el loco», il nuovo presidente argentino Javier Milei, mentre per l’Italia ci sarà solo il ministro dell’Economia e Finanze Giancarlo Giorgetti.
Si parla in totale di 300 esponenti governativi e 60 capi di Stato.Tutti pronti a sfilare davanti a quelli che, però, sono i veri protagonisti del World Economic Forum: i 1.600 capi delle più importanti imprese del mondo.
Le loro agende sono sature di incontri e riunioni. Davos, infatti, è soprattutto un concentrato di business, che si svolge fuori dal Congress Center, a cavallo dei power breakfast fissati all’alba, tra i divani delle reception nelle ore serali, negli alberghi del centro dove quattro notti costano dai 20 ai 65 mila euro.
I più contesi saranno le star della intelligenza artificiale generativa. Tutti vorranno incontrare Sam Altman, il fondatore di Open.AI, o ascoltare i piani di Satya Nadella, che in questi giorni, con la sua Microsoft, sta contendendo ad Apple il podio della maggior società capitalizzata al mondo proprio per le novità sugli sviluppi della nuova tecnologia applicata alla produzione e alla esecuzione anche dei servizi collegati, come il mondo della robotica o della transazioni finanziarie.
Arriveranno previsioni su tutto: dal futuro delle città (unico panel gestito da un italiano, l’architetto Carlo Ratti) al destino degli oceani, ma quelle più attese riguardano l’economia. Aggiornerà l’outlook la direttrice del Fondo Monetario Internazionale Kristalina Georgeva, insieme alla presidente Bce Christine Lagarde, e i presupposti non sono dei migliori.
Conterà, inoltre, il punto sulle nuove dinamiche: la frammentazione mondiale, o la riglobalizzazione. Sempre a Davos, nel 2023, l’Organizzazione Mondiale per il Commercio (Wto) aveva quantificato questi fattori in una tassa dello 0,7% sulla crescita mondiale. Quest’anno le strozzature al commercio, a partire dagli ultimi attacchi Houthi nel Mar Rosso, sono ancora più gravi.
E c’è qualcosa che preoccupa perfino di più: gli appuntamenti elettorali del 2024. Nel Global Risk Monitor, il sondaggio sui rischi percepiti dai ceo che partecipano al Wef, spicca al primo posto la paura delle distorsioni informative legate all’intelligenza artificiale.
Una minaccia alla democrazia non indifferente, se si considera che quest’anno voterà oltre il 50% della popolazione mondiale, in Paesi come Usa, Europa e India.
Sul lungo termine, invece, torna in testa la preoccupazione legata al climate change. Ma conta anche l’accumulo: la combinazione di rischi e choc starebbe portando al limite la capacità di adattamento dei governi, delle imprese e delle società.Tutto troppo importante per non raccontarlo fin nei minimi dettagli:
ClassCNBC trasmetterà in diretta da Davos per fotografare il World Economic Forum attraverso le interviste e gli interventi dei protagonisti. Dagli studi televisivi posti sul tetto del Congress Center passeranno i principali leader italiani presenti, dal ceo di Intesa Carlo Messina, al presidente di Unicredit Piercarlo Padoan, dal ceo di Acea Fabrizio Palermo fino a Marco Alverà, Nerio Alessandri, Andrea Illy e tanti altri. Tutte le cronache e le interviste, anche con i ceo internazionali, si potranno seguire sul sito di MilanoFinanza, sia in diretta che on demand. (riproduzione riservata)