A 25 anni, l’orologio J12 di Chanel, ispirato al mondo delle vele, cambia abito. Anzi, ceramica
Cinque anni, 24 tipi di blu e oltre 150 prove per arrivare dalla prima idea al colore finale: un blu che emoziona, presente da sempre nelle collezioni moda della maison. Che va ad aggiungersi al black&white
«Il bianco e nero crea uno strano paesaggio da sogno che il colore non può dare mai». Così scrive il cantautore americano Jack Antonoff. Se mettesse al polso il nuovo J12 Bleu di Chanel, probabilmente cambierebbe idea. A 25 anni dalla nascita, il J12 ha cambiato pelle, o meglio, ceramica. Dopo cinque lustri nei quali a farla da padroni sono stati i colori simbolo della maison Chanel, il bianco e il nero appunto, a Watches and Wonders di Ginevra il direttore dello Studio de Création Horlogerie di Chanel, Arnaud Chastaingt, ha vestito il J12 di ceramica blu.

Un’alternativa moderna ai due colori che si accompagnano da sempre non solo all’orologio, ma all’intero universo stilistico ideato e creato da Gabrielle Chanel. Proprio a Mademoiselle guardò, nel 2000, l’allora direttore creativo della maison Jacques Helleu nell’immaginare il J12. Helleu aveva portato Chanel nell’orologeria nel 1987, con il lancio del Première. Tre anni dopo, la svolta: un modello ispirato ai mondi che egli prediligeva, quelli delle auto e delle barche a vela.

Con un tocco «industriale» sostanziato dal suo desiderio di avere un «orologio nero e lucido come una locomotiva di Raymond Loewy», designer americano di origini francesi, noto per i suoi lavori in ambito automobilistico e ferroviario dove disegnò, negli anni 30, locomotive dalle forme aerodinamiche e morbide. Helleu aveva una passione per il design e per lui, il nero, era un punto di riferimento estetico, sempre presente nelle sue creazioni. Il primo J12 era un orologio interamente in ceramica nera ad alta resistenza, l’unico materiale in grado di garantire il risultato che egli aveva in mente.

Ora, dunque, il blu. «È stato un lungo processo creativo, ci sono voluti cinque anni, 24 tipi di blu e oltre 150 prove per arrivare dalla prima idea al colore finale», racconta Arnaud Chastaingt. «Bianco e nero non sono colori, il nero è assenza di colore, di luce: il mio sogno era dare un colore al nero. Negli anni mi hanno sottoposto innumerevoli campioni e alla fine ho scelto quello in grado di darmi l’emozione che cercavo, il sogno che avevo in mente. Abbiamo lavorato sul blu e non su altri colori perché la mia ossessione era avere in collezione un blu che fosse blu Chanel. È un colore presente nelle collezioni della maison da molto tempo, nella moda, nei profumi… perché non negli orologi?».

It’s not black. It’s not white. It’s Bleu, recita la campagna del J12 Bleu. Se aggiungessimo It’s a dream came true, azzeccheremmo sia la rima, sia l’essenza dell’orologio.
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