La pazienza premia le azioni industriali, almeno in ambito europeo. Guardando agli ultimi 12 mesi, le azioni del comparto industriale europeo (ben rappresentato dall’indice Stoxx Europe 600 Industrials Good & Services) sono cresciute del 22%, rispetto al +17% circa dell’intero mercato. E anche allungando lo sguardo retrospettivo all’ultimo lustro, il vantaggio è evidente: +17% circa di performance aggiuntiva, mentre sul decennio il vantaggio è eclatante (+254% per il settore rispetto a +155% del mercato).
In relazione al ciclo economico, il comparto industriale, al pari dei materiali di base, sembra offrire le maggiori potenzialità nella fase intermedia (mid-cycle) di un ciclo economico, caratterizzata da un notevole avanzamento dell’economia.
STOXX EUROPE INDUSTRIALS

Guardando ai fattori di stile, si evidenzia poi una netta sottoesposizione allo stile Yield (alti dividendi) e Value (azioni a sconto in base ai fondamentali); infatti, è arduo identificare singoli nomi che esprimono un P/e contenuto, anche per via delle buone performance espresse negli anni. Il dividendo medio è inferiore al 2%, il che non li rende interessanti sotto tale profilo.
L’offerta in termini di Etf disponibili in Europa è elevata, e spazia dall’indice Stoxx Europe 600 Industrials Good & Services al Msci Europe Industrials, per sconfinare nel tema Difesa.
Infatti, al settore industriale è riconducibile anche la tematica della difesa militare, molto gettonata sugli scorsi mesi per via della svolta europea a favore di un netto incremento del budget per le spese militari; in molti casi però, i multipli raggiunti dalle azioni riconducibili direttamente a tale tematica sono molto elevati, e gli indici anche notevolmente concentrati. Invece, in senso allargato il settore industriale è molto diversificato, in quanto ingloba numerosi componenti (oltre 100 per l’indice Stoxx Europe 600 Industrials Good & Services), il che aiuta notevolmente a mantenere la volatilità sotto controllo.
Peraltro, il comparto industriale è fortemente esposto anche al tema delle infrastrutture a livello internazionale, atteso in crescita anche per gli anni a venire a prescindere dalla congiuntura economica, elemento in grado di apportare ulteriore stabilità ai rendimenti. Il settore industriale è, inoltre, scomponibile in tre segmenti, rappresentati dalla manifattura, dai trasporti e dai servizi, il che aiuta a generare ulteriore diversificazione.
Per gli amanti del rischio specifico, tra i singoli titoli non troppo cari e con una struttura grafica interessante si segnalano in particolare alcuni titoli, dove in termini di Paesi Germania e Francia, ma anche Svizzera e Inghilterra, dominano. A partire da Siemens (manifattura, P/e atteso di 22, dividend yield del 2,3%, beta di 1,5) e Abb (automazione, P/e atteso di 27, dividend yield del 1,4%, beta di 0,95), come Dsv (logistica, P/e atteso di 25, dividend yield del 0,5%, beta di 1,2) e la nostra Prysmian (cavi, P/e atteso di 22,7, dividend yield del 0,8%, beta di 1,1).
Ma anche aziende come Kone (ascensori, P/e atteso di 28, dividend yield del 2,9%, beta di 0,9), Ashtead (servizi edilizia, P/e atteso di 18,6, dividend yield del 1,6%, beta di 1,35) e Alstom (sistemi per trasporti, P/e atteso di 23,5, beta di 1,16). Per coloro che sono maggiormente interessati alla tematica delle spese militari o agli aeromobili, i nomi meno cari in Europa sono Airbus (aeromobili, P/e atteso di 24,5, dividend yield del 1,8%, beta di 1,15), Bae Systems (Difesa, P/e atteso di 25,5, dividend yield del 1,7%, beta di 0,94), Thales (Difesa, P/e atteso di 27, dividend yield del 1,5%, beta di 0,75) e Mtu Aero Engines (aeromobili, P/e atteso di 22,7, beta di 1,05). (riproduzione riservata)
MTU AERO ENGINES
