MILANO (MF-NW)--L'indebolimento del dollaro, una maggiore disciplina fiscale e l'aumento dei rendimenti sul capitale proprio sosterranno i mercati emergenti nei prossimi anni. In questo contesto, Comgest individua alcune società caratterizzate da vantaggi competitivi solidi e sostenibili nel tempo, come Aspeed Technology e Delta Electronics, mentre investe in modo selettivo nel settore finanziario, commenta Nick Payne, Gestore del fondo Comgest Growth Emerging Markets della società. CRESCITA ECONOMICA NON COINCIDE CON RENDIMENTI AZIONARI "Per molto tempo, il più grande equivoco sugli investimenti nei mercati emergenti è stato quello di equiparare la crescita economica ai rendimenti del mercato azionario", spiega l'esperto. La Cina, ad esempio, ha sollevato dalla povertà centinaia di milioni di persone negli ultimi decenni, ma negli ultimi 20-30 anni non si è rivelata un investimento particolarmente interessante. "La ragione risiede nell'utile per azione (EPS)", dichiara Payne. Nel lungo termine, è questa la metrica che i mercati prezzano. "Troppe società dei mercati emergenti non sono riuscite a tradurre l'enorme potenziale di crescita dei propri mercati domestici in una crescita dell'EPS superiore alla media, poiché hanno perseguito un approccio di crescita a tutti i costi anziché una strategia di allocazione del capitale incentrata sui rendimenti per gli azionisti", prosegue l'economista. TRE FORZE STRUTTURALI STANNO ORA CONVERGENDO Ciò che si osserva oggi va oltre ad una ripresa a breve termine: "tre fattori hanno rappresentato per anni venti contrari e ora stanno invertendo la loro direzione", osserva Payne. Il primo è il dollaro: nel lungo periodo, la performance dei mercati emergenti tende a essere inversamente correlata a quella della valuta statunitense. "I disavanzi fiscali intorno al 7% e la crescente dipendenza degli Stati Uniti dai capitali esteri potrebbero esercitare pressioni sul dollaro nel medio termine, il che, storicamente, ha sempre rappresentato un fattore favorevole per i mercati azionari emergenti", spiega l'esperto. Il secondo fattore è la disciplina fiscale. Mentre le economie sviluppate hanno varato, sulla scia della pandemia di Covid-19, pacchetti di stimolo economico pari in media a circa il 12% del Pil, i mercati emergenti hanno mantenuto un approccio decisamente più contenuto, con interventi pari a circa il 4% del Pil. "Il risultato: bilanci pubblici più solidi, minori rischi di inflazione e una posizione di partenza strutturalmente più forte", osserva Payne. Il terzo fattore, e quello decisivo, è il miglioramento dei rendimenti sul capitale proprio. "Il rendimento medio sul capitale proprio (ROE) nell'indice Msci Emerging Markets è rimasto strutturalmente al di sotto del livello statunitense per oltre un decennio. Prevediamo che aumenti di diversi punti percentuali entro due o tre anni: storicamente, in base alla nostra esperienza, i prezzi delle azioni hanno tendenzialmente seguito tali inversioni di tendenza", prosegue l'economista. "Stiamo assistendo a una svolta nei rendimenti sul capitale proprio nei mercati emergenti: l'ultimo ciclo paragonabile si è svolto dal 2002 al 2007. È stato guidato da un forte miglioramento dei fondamentali e molti investitori ricorderanno quell'importante mercato rialzista dei mercati emergenti", dichiara Payne. SOTTOPESO NON È PIÙ GIUSTIFICATO DA FONDAMENTALI Per un investitore globale medio, i mercati emergenti rappresentano attualmente poco più del 5 per cento del portafoglio, rispetto a una ponderazione compresa tra l'11 e il 12 per cento circa nell'indice Msci All Country World. "Questa sottoponderazione era giustificabile negli ultimi 15 anni, poiché fattori strutturali sfavorevoli hanno pesato su questa asset class", osserva l'esperto. "Noi di Comgest siamo convinti che tali fattori sfavorevoli si stiano ora trasformando in fattori favorevoli. L'elemento scatenante per una più ampia riallocazione sarebbe il momento in cui le società dei mercati emergenti, a tutti i livelli, inizieranno a migliorare in modo sostenibile i propri rendimenti sul capitale. In Comgest ci aspettiamo di vedere i primi segnali di questo cambiamento a partire dal 2025", continua Payne. IL QUALITY GROWTH COME BUSSOLA NEI MERCATI IN EVOLUZIONE "Questo contesto offre un terreno fertile per la filosofia di investimento Quality Growth", dichiara l'esperto. Di conseguenza, Comgest tende a concentrarsi su società che soddisfano tre criteri: creano valore economico per gli azionisti, possiedono vantaggi competitivi sostenibili e reinvestono il proprio flusso di cassa libero in un'ulteriore crescita. "Secondo noi, circa l'80 per cento delle società dei mercati emergenti non supera questo primo test", puntualizza Payne. FOCUS SU ASPEED TECHNOLOGY E DELTA ELECTRONICS Comgest individua alcuni esempi di vantaggio competitivo difendibile e sostenibile nel tempo. "Nel campo delle infrastrutture di intelligenza artificiale, ad esempio, ciò include fornitori taiwanesi come Aspeed Technology, specializzata in chip di controllo per server, e Delta Electronics, che fornisce ai data center soluzioni di alimentazione e raffreddamento e investe costantemente in ricerca e sviluppo", riporta l'esperto. COMGEST PUNTA ANCHE SU SETTORE FINANZIARIO EMERGENTE "Nel settore finanziario, noi tendiamo a evitare le banche dei mercati sviluppati, poiché dipendono fortemente dai tassi di interesse, dall'andamento dell'economia e dalle normative. Nei mercati emergenti, dove milioni di persone non hanno ancora accesso ai servizi bancari, il settore è invece trainato da dinamiche diverse", spiega Payne. In questo contesto, Comgest investe in modo selettivo, ad esempio in banche digitali come Capitec in Sudafrica, che si rivolgono ai clienti al dettaglio e alle piccole imprese con prodotti notevolmente semplificati e commissioni contenute, raggiungendo così nuove fasce di clientela che in precedenza avevano scarso accesso ai servizi finanziari. "Nel lungo periodo, i prezzi delle azioni seguono l'andamento della crescita degli utili e della creazione di valore. È proprio questo che ci aspettiamo dai mercati emergenti nel lungo periodo", conclude l'esperto cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)