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WSJ / Perché gli Usa dovrebbero volere un guerra fredda con la Cina
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WSJ / Perché gli Usa dovrebbero volere un guerra fredda con la Cina

di Gabriel Scheinmann
11 febbraio 2022, 11:52 Ultimo aggiornamento: 11:56

La competizione, non la cooperazione, è il modo migliore per evitare un confronto militare diretto. Lo dimostra l’esperienza con l’Unione Sovietica

Le crisi ribollenti in Ucraina e Taiwan hanno ricordato ai leader che la geopolitica non muore mai. Eppure, nel settembre 2021 il presidente Joe Biden ha dichiarato alle Nazioni Unite che gli Stati Uniti "non stanno cercando una nuova guerra fredda" né con la Cina né con la Russia. Biden ha cercato di ridimensionare la portata della competizione con la Cina, cercando la cooperazione su aree di reciproco interesse. Questo è l'approccio sbagliato. Una competizione con la Cina in stile Guerra Fredda è esattamente ciò che gli Stati Uniti dovrebbero volere.

Alle Nazioni Unite, Biden ha avvertito che la cooperazione è l'unico modo responsabile "per affrontare le minacce urgenti come il Covid-19 e il cambiamento climatico o le minacce durature come la proliferazione nucleare". Una mentalità da guerra fredda, ha detto, potrebbe facilmente "passare dalla competizione responsabile al conflitto", portando ad una grave catastrofe militare. Questo era chiaramente nella mente del presidente lo scorso agosto, quando ha giustificò il ritiro degli Stati Uniti dall'Afghanistan paragonandolo in modo più favorevole rispetto a quello in Vietnam.

Invece, una guerra fredda con la Cina significherebbe evitare un confronto militare diretto. Ancora meglio, una guerra fredda è una guerra che si può vincere.

Alcuni hanno ipotizzato che il rapido cambiamento tecnologico negli armamenti, resi autonomi dalla presenza umana dall'intelligenza artificiale e la robotica, renderebbe più difficile evitare la guerra. Ma la guerra fredda è durata più di quattro decenni senza sfociare nella terza guerra mondiale, anche in mezzo di una rivoluzione tecnologica che aveva reso possibile la distruzione reciprocamente assicurata con un semplice clic di un interruttore. La forza militare americana ha scoraggiato un attacco sovietico, mentre i grandi investimenti di Washington nella stabilità politica ed economica di stati importanti come Giappone, Francia, Germania Ovest e Italia hanno contrastato la sovversione e la coercizione sovietica. Il quadro ha dimostrato che le corse agli armamenti non portano necessariamente al conflitto armato.

All'inizio della guerra fredda, gli Stati Uniti erano in una posizione economica e militare molto migliore dell'Unione Sovietica. L'economia americana rappresentava la metà del prodotto interno lordo globale, e Washington era in grado di stabilire rapidamente forti alleanze postbelliche. L'Unione Sovietica, al contrario, aveva sofferto enormemente durante la Seconda guerra mondiale, perdendo una grande percentuale della sua popolazione e della sua capacità produttiva. Poteva stringere alleanze solo attraverso la paura, la coercizione o l'invasione.

Oggi, la posizione geopolitica americana è forte anche se gli avanzamenti cinesi hanno eroso il vantaggio militare complessivo degli Stati Uniti. Gli Usa e i loro alleati rappresentano il 50% del Pil  globale. Washington è alleata o ha relazioni sempre più amichevoli con quasi tutti i paesi dell'Asia. La forza del soft power americano sottolinea il fascino del sistema democratico degli Stati Uniti e dello stile di vita americano.

Il governo cinese, d'altra parte, teme il suo stesso popolo. Il bilancio della sicurezza interna di Pechino è cresciuto più velocemente di quello della difesa nazionale. Nonostante la dimostrazione pubblica di affetto tra Xi Jinping e Vladimir Putin a Pechino la scorsa settimana, la Cina non ha grandi alleati e il suo comportamento sta portando a relazioni sempre meno amichevoli con quasi tutte le nazioni. La deterrenza di un attacco cinese a Taiwan è importante, ma non è l'unica misura di chi ha la posizione geopolitica più forte.

Una guerra fredda significa una competizione a tutto spettro, permettendo agli Stati Uniti di competere in settori in cui hanno posizioni di vantaggio come la finanza, l'istruzione superiore e l'ingegneria avanzata. L'hard power sarà necessario ma non sufficiente per "vincere il XXI secolo". Alla fine del ventesimo, l’uso della forza aveva permesso all’Unione sovietica di guadagnare tempo,  ma alla fine sono state la corruzione morale e l'ipocrisia ideologica del sistema a causarne il crollo. Poteva controllare e governare i suoi cittadini solo attraverso la paura. Quando la paura ha cominciato a incrinarsi, il suo dominio è svanito.

Gli Stati Uniti dovrebbero evidenziare la natura totalitaria del partito comunista cinese e dimostrare ai cittadini cinesi che c'è un modo migliore di vivere. Gli Stati Uniti rimangono un luogo attraente per la gente comune cinese. Più della metà dei ricercatori cinesi di alto livello finiscono per trasferirsi negli Stati Uniti, che hanno le università più quotate e le aziende tecnologiche più redditizie. La Cina può essere in grado di tenere il passo con gli Stati Uniti militarmente, ma non può farlo in una competizione ampia e sostenuta diretta ai cuori e alle menti.

Nel 1938, Winston Churchill vide che il fascismo e la democrazia liberale erano in rotta di collisione. Piuttosto che rifuggire la minaccia, riconobbe che "l'antagonismo è qui, ora". Invece di considerare  questa competizione ideologica come un peso, Churchill vide che il "conflitto di idee spirituali e morali" era ciò che dava "ai paesi liberi gran parte della loro forza". Se la competizione con la Cina riguarda veramente il futuro del XXI secolo, ovvero se la democrazia come credo e l'esperimento americano come civiltà possano sopravvivere di fronte alla più grande sfida - gli Stati Uniti dovrebbero essere entusiasti dalle prospettive di una guerra fredda.

Se una cooperazione fruttuosa è un’utopia e una guerra vera è un incubo, una guerra fredda con la Cina è il sogno lucido che il presidente Biden e i suoi successori dovrebbero abbracciare.

Gabriel Scheinmann è direttore esecutivo della Alexander Hamilton Society.


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

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