Costruire un portafoglio di investimento è un'attività complessa, che deve tenere in equilibrio vari fattori, tutti ugualmente importanti. Da una parte c'è la ricerca del rendimento, che è sempre e comunque la stella polare dei gestori, ma che deve però fare i conti con la necessità di conservare sempre parte del patrimonio investito. La soluzione del dilemma? Ogni società di gestione sceglie la sua, ma quella della casa di gestione indipendente tedesca Flossbach von Storch (Fvs) è piuttosto chiara: focalizzarsi su portafogli multi-asset, flessibili e composti da titoli di qualità. MF-Milano Finanza ne ha parlato con il co-fondatore, Kurt von Storch.
Domanda. Qual è la sua visione di investimento in questo periodo storico?
Risposta. Il nostro logo è un pentagono, e questo simbolo riassume perfettamente la nostra visione di investimento. Quando abbiamo avviato la nostra società, che ora ha 25 anni, c'è stata una fase molto complessa in cui i mercati scendevano ogni giorno, e la nostra priorità era solo una: permettere ai clienti di mantenere i loro asset in termini reali. Da lì arriva l'idea del pentagono, cioè la diversificazione del portafoglio.
D. Quindi una strategia multi-asset.
R. Esatto, cinque punti con al centro l'idea di diversificare tra azioni, bond, valute, materie prime e asset alternativi. Questo è il punto di partenza.
D. Quali sono gli altri punti?
R. Il secondo è la qualità: ai clienti facciamo pagare un po' di più perché il nostro scopo è garantire che la qualità del loro investimento rimanga elevata. Poi c'è la flessibilità: se arrivano una guerra, o una pandemia, bisogna essere pronti ad adattare il proprio portafoglio. Il quarto punto riguarda le valutazioni: la qualità deve essere pagata al giusto prezzo. E infine c'è la solvibilità: un indebitamento elevato espone il patrimonio al rischio di perdite. Quando si prende in prestito del capitale, lo si usa in modo equilibrato.
D. Come si conciliano qualità e prezzo?
R. La qualità, come già anticipato, è sempre la stella polare. Mi piace fare un esempio: quando Warren Buffett ha iniziato la sua attività di investitore professionista usava l'approccio cosiddetto della sigaretta. Comprava cioè titoli a sconto, come dei mozziconi già iniziati e gettati a terra, e fumava quello che rimaneva. Poi il suo partner, Charlie Munger, gli ha dato un consiglio: compra quello che ritieni essere di qualità, e se devi pagare di più per comprare questa qualità, non farti problemi. Buffett ha accolto il consiglio, e ha visto che quando comprava qualità gli asset continuavano a crescere a prescindere dal prezzo. Se si compra solo a sconto, si rischia di perdere in termini di qualità.
D. Che strategia avete in Europa?
R. Siamo nati in Germania 25 anni fa, poi da 10 anni abbiamo iniziato l'espansione, prima in Belgio e Lussemburgo, poi nel resto del continente. Abbiamo anche un ufficio in Italia, circa sei anni fa. Rispetto alle grandi banche d'affari americane portiamo un punto di vista indipendente ma con una visione che è comunque globale, sul modello boutique.Oggi gestiamo in totale 70 miliardi di masse, di cui 50 tramite fondi pubblici e 20 con le strategie private. Il 20% del business è fuori dalla Germania, Italia inclusa.
D. Quali obiettivi avete in Italia?
R. Vediamo un grande potenziale di crescita nel Paese, ma crediamo che per raggiungere i nostri obiettivi i clienti debbano poterci vedere e conoscere. Nei prossimi mesi la priorità è quella di reclutare nuovi professionisti che si relazionino con gli investitori istituzionali, banche e assicurazioni soprattutto, responsabili della distribuzione. (riproduzione riservata)