Il futuro di Cariad, la società di software del gruppo Volkswagen, torna al centro dell’attenzione ed è protagonista di uno scontro ai vertici del colosso tedesco. Il gruppo dell’auto deve scegliere un nuovo partner per la guida autonoma dopo la fine dell’alleanza con Bosch e, secondo quanto ricostruito da Manager Magazin, in pole position ci sarebbero Nvidia e la britannica Wayve. La decisione che va ben oltre gli aspetti puramente tecnologia e potrebbe ridisegnare il ruolo della software house del gruppo, mettendo anche a rischio migliaia di posti di lavoro.
Lo scenario più radicale sarebbe quello di un accordo con Nvidia. Secondo fonti interne citate dalla testata tedesca, quasi un terzo dei circa 4.300 dipendenti di Cariad potrebbe diventare superfluo, insieme ad altri oltre mille lavoratori nel resto del gruppo Volkswagen. Il colosso americano offrirebbe, insieme ai propri partner, un sistema pressoché già completo di chip, intelligenza artificiale e software, riducendo al minimo le attività da mantenere all’interno di Cariad.
A spingere per questa soluzione sarebbe soprattutto l’amministratore delegato di Audi, Gernot Döllner, mentre il ceo di Volkswagen Oliver Blume, che presiede anche il consiglio di sorveglianza di Cariad, vorrebbe preservare la società, pur modificandone la governance. Lo scontro si inserisce ovviamente nella più ampia ristrutturazione delle strutture del gruppo, che sta interessando fabbriche, occupazione e organizzazione delle attività di sviluppo e che non è stata ancora definita nei dettagli.
Dietro la posizione del capo di Audi Döllner ci sono anche i gravi problemi incontrati da marchio premium con l’architettura E3 1.2 sviluppata da Cariad. Secondo Manager Magazin, i computer installati sulle vetture sarebbero stati ordinati con una capacità insufficiente rispetto alla mole di dati da gestire. Su modelli come l’Audi A6 e-tron questo si tradurrebbe in frequenti malfunzionamenti e in costi di garanzia elevati per la casa dei quattro anelli.
Audi punta però molto anche sulla partnership tra Volkswagen e il costruttore Ev americano Rivian, nella quale il gruppo tedesco investirà almeno 6,5 miliardi di dollari entro il 2027. Döllner vorrebbe accelerare ulteriormente, introducendo già dal 2028 il software Rivian anche su modelli con motore a combustione, nonostante il piano originario prevedesse un eventuale utilizzo della piattaforma dedicata alle auto termiche non prima del 2030. Anche questa scelta ridurrebbe progressivamente lo spazio industriale di Cariad.
Ad alimentare la battaglia interna c’è poi un documento di oltre 40 pagine che, secondo la ricostruzione della testata tedesca, starebbe circolando nel gruppo. Il rapporto, attribuito a un consulente di Boston Consulting Group e commissionato presumibilmente dall’area Audi, conterrebbe una valutazione fortemente negativa di Cariad sotto diversi profili, dalla qualità ai costi, fino a ipotizzare scenari per un sostanziale smantellamento della società o una sua trasformazione in fornitore indipendente di servizi di sviluppo. Volkswagen ha precisato che un simile documento non è stato discusso negli organi centrali del gruppo o nel consiglio di sorveglianza di Cariad.
La nuova crisi arriva proprio mentre Cariad stava cercando di ridimensionare i problemi accumulati negli ultimi anni. Sotto la guida di Peter Bosch, quasi metà delle circa 40 controllate e partecipazioni è stata ceduta, mentre l’organico è sceso da 6.500 a 4.300 dipendenti. Anche le perdite, salite negli anni scorsi oltre quota 2 miliardi di euro, starebbero gradualmente diminuendo.
La soluzione Nvidia avrebbe anche un vantaggio finanziario immediato per Audi, alle prese con la necessità di ridurre investimenti che sarebbero diversi miliardi sopra il budget indicato da Blume e dal cfo Arno Antlitz per i prossimi cinque anni. Nvidia chiederebbe royalty soprattutto nelle fasi successive, rendendo relativamente economico l’avvio della collaborazione.
Il rischio, però, sarebbe spostato nel lungo periodo: con una diffusione del sistema su larga scala, Volkswagen potrebbe diventare fortemente dipendente dalla tecnologia del gruppo guidato da Jensen Huang, lasciandogli un crescente potere nella determinazione dei prezzi. (riproduzione riservata)