L'amministrazione Trump ha ordinato il licenziamento dei dipendenti di Voice of America, storica emittente radiofonica finanziata dal governo federale che era nata nel 1942 per contrastare la propaganda nazista. La notizia è stata annunciata dalla US Agency for Global Media, l'agenzia Usa che sovrintende alle operazioni delle più grandi emittenti radiofoniche del Paese, che nel fine settimana ha inviato una mail ai dipendenti e giornalisti di Voice of America annunciando il loro immediato «congedo amministrativo retribuito».
«Sono profondamente rattristato dal fatto che, per la prima volta in 83 anni, la storica Voice of America sia stata messa a tacere», ha denunciato in un post su Facebook Michael Abramowitz, direttore di Voice of America, che fa sapere che gli esuberi interessano 1.300 giornalisti, produttori e personale di supporto della rete radiofonica, direttore incluso.
«Voice of America ha bisogno di una riforma attentamente pensata, e abbiamo fatto progressi in tal senso. Ma l'azione di oggi (ieri, domenica 16 marzo, ndr) non le permetterà di svolgere la sua missione vitale. Questa missione è particolarmente critica oggi, quando gli avversari dell'America, come l'Iran, la Cina e la Russia, stanno investendo miliardi di dollari nella creazione di false narrazioni per screditare gli Stati Uniti», aggiunge Abramowitz. I tagli, giustificati come misura per ridurre la spesa pubblica, hanno colpito anche le emittenti Radio Free Europe, Radio Free Asia e Middle East.
Reporter senza frontiere, un'organizzazione non governativa internazionale che promuove la libertà di stampa, ha dichiarato che «condanna la decisione come un allontanamento dal ruolo storico degli Stati Uniti di difensori della libera informazione e invita il governo statunitense a ripristinare Voice of America. Sollecita il Congresso e la comunità internazionale ad agire contro questa mossa senza precedenti». (riproduzione riservata)