Si assottiglia, pur restando ampiamente positivo, l’avanzo commerciale dell’Italia nei confronti degli Stati Uniti. In base agli ultimi dati Istat, nel 2025 il saldo tra esportazioni italiane e importazioni dagli Usa si è attestato a 34,2 miliardi di euro, in diminuzione rispetto ai 38,9 miliardi registrati nello stesso periodo del 2024.
Un ridimensionamento non riconducibile tanto all’impatto dei dazi, quanto al forte incremento degli acquisti di prodotti americani da parte dell’Italia, a partire dal gas naturale liquefatto, proprio in vista dell’introduzione delle tariffe maggiorate scattate ad agosto. Secondo l’Istat, lo scorso anno l’export italiano verso gli Stati Uniti è aumentato del 7,1%, mentre le importazioni dagli Usa hanno segnato un balzo del 35,9%. Il picco è stato toccato a dicembre, quando gli acquisti di merci statunitensi sono cresciuti del 61% su base annua.
Guardando al quadro complessivo, nel 2025 le esportazioni italiane verso i Paesi extra Ue sono cresciute del 2,3%, in accelerazione rispetto all’1,3% del 2024, sostenute soprattutto dalle vendite di beni di consumo non durevoli e di beni intermedi. Anche le importazioni mostrano un segno positivo (+3,4%), dopo il calo del 3,1% dell’anno precedente, spinte in particolare dall’aumento degli acquisti di beni di consumo non durevoli, che ha più che compensato la forte flessione delle importazioni energetiche. L’anno si chiude così con un avanzo commerciale extra Ue pari a 56,1 miliardi di euro, leggermente inferiore ai 57,6 miliardi del 2024.
Nel solo mese di dicembre, gli incrementi più significativi dell’export italiano su base annua si registrano verso i Paesi del Sud-Est asiatico (+47,8%) e la Svizzera (+41,6%). In crescita anche le esportazioni verso Cina (+7,8%) e Paesi Opec (+4,8%). In calo, invece, le vendite dirette in Turchia (-17,7%), Regno Unito (-10,5%), area Mercosur (-9,6%) e Giappone (-7,3%), mentre la flessione verso gli Stati Uniti resta contenuta (-0,4%). (riproduzione riservata)