Colpo di scena al vertice del G7 di Evian. Donald Trump ha dichiarato che l’accordo con l’Iran sarebbe già stato firmato e che il testo verrà reso pubblico nei prossimi giorni, dopo una cerimonia formale prevista per venerdì a Ginevra.
«The deal’s all signed», ha affermato il presidente americano parlando con i giornalisti al suo arrivo in Francia, aggiungendo che lo Stretto di Hormuz è già parzialmente riaperto e tornerà completamente operativo nei prossimi giorni.
Secondo quanto riferito anche dal vicepresidente JD Vance, l’intesa sarebbe stata sottoscritta in forma digitale nella giornata di domenica, senza che siano stati sbloccati fondi immediati.
Trump ha precisato che non è ancora certo se parteciperà alla cerimonia di firma a Ginevra, lasciando intendere che potrebbe essere il vicepresidente Vance a rappresentare Washington.
«Il testo verrà pubblicato a breve, probabilmente dopo venerdì o comunque nel prossimo futuro», ha aggiunto il presidente.
Uno dei punti centrali dell’intesa riguarda lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il transito di petrolio e gas globale. Trump ha dichiarato che la riapertura dello stretto è già in corso e sarà completata entro pochi giorni.
La normalizzazione del traffico marittimo rappresenterebbe uno degli elementi più rilevanti dell’accordo, con potenziali effetti immediati sui mercati energetici internazionali.
Nonostante l’annuncio, diversi aspetti dell’accordo restano ancora da definire pubblicamente, incluso il contenuto completo del memorandum d’intesa e le modalità di implementazione delle misure previste. Così come la questione della ricostruzione post-conflitto annunciata da JD vance.
Il presidente americano, Donald Trump, aveva già annunciato su Truth Social alle 5:30 ora di Washington che «l'accordo con l'Iran è ora completato». Pochi minuti prima era stato il premier pakistano, Shehbaz Sharif, il cui Paese ha svolto il ruolo di mediatore, ad annunciare il raggiungimento dell'intesa.
«Questo grande accordo porterà pace e sicurezza nell'intera regione», ha proseguito Trump su Truth. «Molti presidenti hanno tentato di raggiungere la pace con l'Iran, ma tutti hanno fallito prima di me. Per la prima volta, i leader della regione hanno trovato un presidente in grado di aiutarli a conseguire una pace reale».
La firma ufficiale del memorandum d'intesa è prevista per venerdì 19 giugno a Ginevra, in Svizzera. Secondo fonti iraniane citate dal New York Times, per Teheran saranno presenti il capo negoziatore, Mohammad Bagher Qalibaf, e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi.
Da parte americana parteciperà il vicepresidente JD Vance, che lo ha confermato personalmente. Non è ancora chiaro se Trump sarà presente fisicamente o in collegamento a distanza, dopo le raccomandazioni dei servizi di intelligence statunitensi di non far viaggiare contemporaneamente presidente e vicepresidente all'estero.
Secondo l’intesa raggiunta, Washington si impegna a cessare tutte le operazioni militari su ogni fronte, inclusa la linea libanese, per stabilizzare la situazione regionale e impedire un allargamento del conflitto. Gli Stati Uniti si impegnano, inoltre, a sollevare l'assedio imposto all'Iran e a procedere a un graduale alleggerimento delle sanzioni americane e internazionali, legato all'attuazione dei vari punti dell'accordo.
Tra le misure economiche, è previsto il sollevamento delle restrizioni sulle esportazioni di petrolio iraniano, che consentirà a Teheran di riprendere parte della sua attività economica e commerciale. In cambio, l'Iran si impegna a riaprire lo Stretto di Hormuz alla navigazione internazionale entro 30 giorni, garantendo il libero flusso del commercio globale e dell'energia. In più si impegna a non produrre, possedere o acquisire armi nucleari, clausola definita da Washington come «pilastro fondamentale» dell'intesa. L'accordo prevede anche negoziati entro 60 giorni per lo smantellamento delle scorte di uranio arricchito. Ma i mercati azionari già festeggiano con il petrolio in caduta libera (future sul Brent -4% a 83,83 dollari al barile). (riproduzione riservata)