skin track
La guerra dei dazi → VAI AL DOSSIER
Giorgetti: non solo dazi, Trump usa anche le criptovalute come armi. Serve l’euro digitale per difenderci
Corporate News Leggi dopo

Giorgetti: non solo dazi, Trump usa anche le criptovalute come armi. Serve l’euro digitale per difenderci

24 marzo 2025, 19:45 Ultimo aggiornamento: 04 aprile 2025, 17:35

In Ue da tre anni si parla di moneta digitale «in modo accademico» e cioè, secondo il ministro, senza la capacità di metterlo a terra. Le società quotate in borsa e le banche? Tutte proiettate a realizzare i risultati nel breve periodo e, come la politica, hanno il respiro corto

«Le armi che Donald Trump esibisce fondamentalmente due: una di cui si parla tantissimo, e cioè i dazi, l’altra di cui si parla molto poco ma secondo assai più sottile e insidiosa, è quella dell’utilizzo delle criptovalute, delle stablecoin, per riaffermare il signoraggio del dollaro al livello mondiale. Due strumenti che servono agli Stati Uniti per entrare in competizione con l’altra grande potenza, la Cina».

Non ci gira intorno il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, che prende parola dal palco della Luiss di viale Pola in occasione del dibattito sul libro Demagonia di Mario Monti, Senatore a vita della Repubblica, già Presidente del Consiglio dei Ministri.

In Europa manca la capacità di mettere a terra l’euro digitale

«Davanti a tutto questo, in Europa, noi ministri dell’Economia da tre anni parliamo in modo accademico dell’euro digitale e cioè senza la capacità di metterlo a terra perché le aspettative di interessi dei vari Paesi sono assai diversi. Subito dopo le elezioni di Donald Trump lo dissi subito: è tempo di smettere di tentennare o saremo fuori tempo massimo e verremo tagliati fuori. Tutti parlano di dazi ma vi direi di concentrarvi su questo ultimo punto perché è in gioco la supremazia mondiale», ha aggiunto il ministro. 

Nel decidere cosa va fatto, il debito resta il vincolo principale

Non sono mancate altre osservazioni, sull’Europa e sull’Italia, di Giorgetti nel corso del convegno. Il primo tema toccato è stato quello dei conti pubblici. Il ministro, riferendosi tra le altre cose al piano di ReArm Europe, ha detto che «prima ancora di cominciare a ragionare su quello che si dovrebbe fare, si deve iniziare a ragionare sul debito che si ha sulle spalle e che si deve gestire».

«È un tema da cui si deve partire: uso il debito e la necessità di rifinanziarlo praticamente ogni due settimane perché rappresenta un vincolo, quello principale, e arriva anche prima delle regole definite in sede europea», ha detto il titolare del Mef, aggiungendo che «le varie regole del patto di stabilità trovano sempre una deroga o una flessibilità». 

Le banche? Tutte proiettate a realizzare i risultati nel breve periodo

«C’è un oblio del pensiero lungo, del pensare sul lungo periodo e di ragionare con il respiro corto, cortissimo. È un inseguimento del consenso, se parliamo di politica. Ma è anche qualcosa che va oltre, che contraddistingue la nostra società. Un comportamento non dico degli imprenditori ma piuttosto delle società che vivono borsa e delle banche: tutte proiettate a realizzare i risultati nel breve periodo e non hanno l’orizzonte di costruire una realtà solida che possa durare nel futuro».

«Questa tensione della semestrale e della trimestrale», ha puntualizzato Giorgetti, «è un’affannosa costruzione che non so quanta giustizia renda all’economia reale» e «fa pagare un prezzo pesantissimo quando si assiste allo scoppio delle bolle».

Se le democrazie liberali sono in crisi

In questo quadro complesso, secondo Giorgetti, le democrazie liberarli sono palesemente in crisi in tutto il mondo. «Fino a qualche anno fa si pensava che le democrazie potessero essere esportate; ma le democrazie liberali tendono ad andare in crisi quando il livello di partecipazione cala. E questo è un tema molto serio. La maturità politica delle persone oggi appare inferiore di quella nel dopoguerra, quando le persone partecipavano alla vita politica». 

«Poco prima che morisse ebbi il privilegio di parlare con Kissinger, condividemmo il principio sul fatto che un luogo, un’istituzione, che non è capace di decidere non è un luogo politico. La domanda è una: l'Europa è un luogo dove si è in grado di decidere cose importanti e rapidamente? Oggi come oggi nel contesto globale vediamo la capacità, le scorciatoie, che Paesi come la Cina e gli Stati Uniti hanno nei confronti del rapporto con l’Europa, dove siamo in 27, una parte nell’euro e una parte no». (riproduzione riservata) 



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza