Come riportato ieri su queste colonne, Unicredit può ora, con gli strumenti derivati, raggiungere il 60% di Commerzbank, condizione che gli darà un’ampia possibilità di compiere operazioni societarie, dopo che saranno state concesse le non poche autorizzazioni prescritte, a cominciare da quelle della Vigilanza bancaria. Intanto la posizione tedesca non è cambiata, neppure ora che si registra questa affermazione, pur prevedibile di Unicredit, nella conclusione della sua Offerta: insomma, critica sia la posizione del governo tedesco, sia quella degli organi, del sindacato e del personale di Commerz.
Andando avanti, si fa più chiaro che il disegno dell’istituto di Piazza Gae Aulenti, per poter fruire delle importanti sinergie previste, avrà il seguito dell’operazione in questione con l’aggregazione tra Commerz e Hvb controllata dall’istituto medesimo. Se così stanno le cose, per la non facilità del percorso progettato, è necessario non abbandonare affatto la linea diplomatica; anzi bisognerà rafforzarla, nei confronti sia del governo, sia di Commerz.
Da quest’ultima sono continuati i segnali di apertura a un confronto, anche se con espressioni che pongono dei paletti allo svolgimento dell'interlocuzione. Va comunque ribadito che, pur con la favorevole risposta del mercato, un progetto, della portata che presenta quello di Unicredit, non si può condurre e portare a termine avendo contro, come accennato, governo, vertice della banca coinvolta, organi della stessa, il sindacato, il personale.
E ciò mentre, pur non essendo formalmente tenuta, tace la Vigilanza della Bce e la Commissione Ue, per i profili della concorrenza e del libero mercato, dopo un dichiarazione di diverso tempo fa ad adiuvandum in modo soft l’operazione Unicredit, non ha detto più altro.
Il contesto nazionale ed europeo non è facile; esistono altri temi che hanno una necessaria priorità, ma l’operazione in questione non è certo relegabile in secondo piano e, per le Autorità di regolazione e controllo, sarebbe il momento per l’esercizio della moral suasion.
È inutile incoraggiare le aggregazioni transfrontaliere e, poi, magari uscirsene con l’impossibilità di interventi di un certo peso perché mancano le norme idonee, che solo ora vengono proposte.
Naturalmente, se, come si auspica, si darà vita al confronto, deve essere messo in conto che l’ad di Unicredit Andrea Orcel deve mettere sul piatto i termini di una possibile mediazione a fronte delle richieste della controparte. Il successo conseguito, come accennato, non deve indurre a ritenere che il cammino sia finito.
D’altro canto, questa importante operazione può essere considerata anche un test di come si agisce adesso e di come sarebbe necessario riformando il profilo normativo e degli effettivi controlli.
Non bisogna mai dimenticare che Unicredit è stato frenato nel realizzare l’operazione Banco Bpm utilizzando il Golden power. In Germania lo stesso istituto non trova contro il Golden power, ma ostacoli di altro tipo, a cominciare da quelli politici.
Allora, se non si livella il campo, assisteremo all'applicazione di quel famoso detto napoletano «Gioacchino fece la legge e Gioacchino fu ucciso» (ovviamente, in senso metaforico). (riproduzione riservata)