Unicredit sale al 20% del capitale di Commerzbank. Mentre rimangono le ostilità dei vertici della seconda banca tedesca e della Cancelleria di Berlino alla scalata italiana, la banca guidata da Andrea Orcel fa un deciso passo avanti nel capitale del gruppo di Francoforte, ma senza premere fino in fondo sull’acceleratore.
Piazza Gae Aulenti ha convertito in azioni il 10% della quota detenuta tramite derivati che vanno ad aggiungersi al pacchetto di titoli corrispondente al 9,9% già presente in portafoglio. Unicredit ha dunque ancora un 9% circa in derivati costruiti ancora sul finire dello scorso anno.
Dopo il primo ingresso a inizio settembre del 2024 nel capitale di Commerz (con il 9,5%, metà diretto tramite il collocamento accelerato di Berlino e metà tramite azioni rastrellate su mercato), Unicredit aveva annunciato poi l'attivazione di equity swap con Bofa e Barclays sull’11,5% della banca tedesca portando la sua partecipazione potenziale al 21%. Il 18 dicembre poi Orcel aveva alzato ancora l'asticella portandosi a circa il 28%, sempre attraverso derivati siglati con intermediari finanziari americani.
Contemporaneamente il banchiere ex Ubs aveva avviato gli iter autorizzativi per crescere fino alla soglia del 30% del gruppo di Francoforte. A marzo era arrivato l’ok della Bce, disco verde a cui erano seguiti i via libera dell’Antitrust tedesco e della Bafin.
Nell’aggiornamento al prospetto su Banco Bpm pubblicato la settimana scorsa, Piazza Gae Aulenti aveva fatto sapere di aver ottenute tutte le autorizzazioni, comprese quelle di alcuni Lander tedeschi. Il gruppo spiega che convertirà il restante 9% «a tempo debito, raggiungendo circa il 29% dei diritti di voto in Commerzbank».
«Con questi passi - conclude il gruppo italiano - Unicredit diventa il maggiore azionista di riferimento di Commerzbank». Per mettere a segno le nozze con la controllata tedesca Hvb Orcel si è dato tempo fino a oltre il 2026, molto prima invece si risolverà in Italia la partita su Banco Bpm che potrebbe assumere nuovi risvolti con l’Unione Europea dopo che Bruxelles interverrà sul golden power e la giustizia amministrativa (prima Tar e poi eventuale Consiglio di Stato) si esprimerà sul ricorso contro il governo.
La Commissione Ue sta per inviare al governo italiano una lettera con rilievi sull’utilizzo del golden power nell'ops per contestare, secondo le attese, un intervento illegittimo sull'operazione, visto che si tratta di una fusione di competenza esclusiva comunitaria. Mentre domani, mercoledì 9 luglio è atteso il pronunciamento del Tar del Lazio sul ricorso di Unicredit contro il Dpcm di Palazzo Chigi che ha imposto prescrizioni molto stringenti a Piazza Gae Aulenti, pregiudicando di fatto la scalata al Banco. (riproduzione riservata)