Dal vertice di Commerzbank arriva il primo segnale ufficiale di apertura a un dialogo con Unicredit. A 24 ore dal lancio dell’ops, la ceo della seconda banca tedesca Bettina Orlopp apre al deal. «Saremmo assolutamente disposti a sederci a un tavolo e a discutere una proposta avanzata da Unicredit», ha spiegato la banchiera in un'intervista a Bloomberg Tv a margine della all'European financial conference di Morgan Stanley in corso a Londra. Orlopp sottolinea che non c’è «ancora una bozza di base o qualcosa di simile a disposizione», ma «riteniamo che una bozza di base sia nell'interesse dei nostri azionisti richiederla».
La ceo insiste insomma per discutere i dettagli del deal e, tra le altre cose, «sinergie, aspettative sulle sinergie di ricavo, costi di ristrutturazione, velocità di integrazione, prezzo, governance. Siamo tutti d'accordo che le integrazioni sono sempre difficili - ha concluso -, ma sono ancora più difficili da fare in un ambiente ostile».
Dopo un assedio durato circa un anno e mezzo, nel corso del quale Unicredit ha progressivamente accumulato una partecipazione pari al 26% (più un ulteriore 4% tramite derivati total return swap, a loro volta trasformabili in partecipazione diretta), lunedì 16 il gruppo italiano ha deciso di passare alla fase successiva lanciando un’offerta pubblica di scambio sulla seconda banca tedesca. L’obiettivo è superare la soglia del 30% del capitale senza acquisire il controllo, aprendo allo stesso tempo - nelle prossime settimane - a un confronto definito «costruttivo» con il management della banca di Francoforte.
Gli occhi sono ora puntati sul governo tedesco, che detiene ancora circa il 12% di Commerzbank e che in passato si è sempre opposto a un rafforzamento o a un’acquisizione da parte di Unicredit. Tuttavia negli ultimi tempi, a diversi livelli istituzionali, sono stati colti segnali di possibile apertura. Mentre l’Unione Europea ha acceso un faro sui tentativi dei governi di ostacolare le fusioni bancarie. Il clima generale potrebbe cambiare.
Nel frattempo lo staff di Orcel ha dato un preavviso a Palazzo Chigi prima di rendere nota l'offerta per Commerzbank, riferisce Bloomberg. Il governo italiano non ha alcun ruolo diretto nel deal, anche se alcuni esponenti dell'esecutivo vedono di buon occhio la transazione, aggiungono le fonti. I rapporti tra Palazzo Chigi e Unicredit rimangono delicati, visto anche l'esito negativo dell'offerta mossa da Piazza Gae Aulenti su Banco Bpm nel 2024. (riproduzione riservata)