L’amministratore delegato del colosso bancario svizzero Ubs, Sergio Ermotti, sta progettando di dimettersi fra circa un anno, ad aprile 2027. Dando così il via alla corsa dei top manager mondiali per aggiudicarsi una delle posizioni più ambite del sistema bancario. Basti pensare che nel 2024, Ermotti ha percepito 14,9 milioni di franchi svizzeri (circa 16 milioni di euro), risultando l’amministratore delegato bancario più pagato d’Europa in quell’anno.
Ermotti, tornato alla guida di Ubs nel 2023 dopo l’acquisizione forzata di Credit Suisse (su forti pressioni di Berna), intende lasciare l’incarico dopo aver completato l’integrazione tra i due istituti. Lo scrive martedì 13 gennaio il Financial Times citando persone informate sui fatti. Il manager si prepara a uscire di scena in un momento particolarmente delicato per Ubs, che si trova a dover affrontare le nuove pressioni del governo svizzero di alzare i requisiti patrimoniali, una controversia che si trascina da diversi mesi e che ha persino alimentato le speculazioni su un possibile trasferimento della sede all’estero da parte della maggiore banca svizzera.
Ermotti è stato richiamato d’urgenza al vertice di Ubs — incarico che aveva già ricoperto per nove anni fino al 2020 — dal presidente Colm Kelleher, poche settimane dopo l’accordo per salvare Credit Suisse dal fallimento. Il calendario della sua uscita, prevista intorno alla prossima assemblea annuale degli azionisti, aprirà formalmente la gara per la successione a uno dei ruoli più prestigiosi del settore bancario. Secondo l’FT, Aleksandar Ivanovic, responsabile dell’asset management di Ubs, pare oggi uno dei dirigenti più accreditati a succedere a Ermotti.
Ivanovic, cittadino svizzero entrato nel comitato esecutivo del gruppo nel marzo 2024, è l’ultimo nome ad affacciarsi tra i candidati, dopo aver ben impressionato i vertici del gruppo per la gestione della divisione di asset management. Altri candidati di primo piano sono i co-responsabili del wealth management, Iqbal Khan e Robert Karofsky. Anche Bea Martin, nominata chief operating officer della banca lo scorso ottobre, è considerata una possibile candidata.
La tempistica dell’uscita di Ermotti non è ancora stata formalmente definita dal consiglio di amministrazione di Ubs e quindi la data potrebbe ancora cambiare. Quando è tornato alla guida nel 2023, Ermotti si era impegnato a restare in carica tra tre e cinque anni. Gli era stato affidato il compito di supervisionare la complessa integrazione di Credit Suisse, definire una strategia di crescita per il gruppo combinato e far crescere un gruppo di potenziali successori.
Con l’integrazione forzata, Ubs ha ereditato sia problemi regolamentari sia legali di Credit Suisse, ma il percorso è stato per lo più liscio e il prezzo delle azioni della banca è raddoppiato durante il mandato di Ermotti. Tuttavia, il periodo successivo alla guida del gruppo è stato offuscato da uno scontro pubblico con il governo svizzero alla richiesta di aumentare i requisiti di capitale di Ubs di ben 24 miliardi di dollari, un tema che secondo gli analisti ha pesato sull’andamento del titolo.
Il colosso elvetico ha avvertito lunedì che proposte di questo genere «metterebbero a rischio» il successo della banca. L’attuazione delle riforme, che potrebbero essere definite prima del cambio al vertice del gruppo, sarà una delle priorità del nuovo amministratore delegato.
Il presidente Kelleher, che aveva chiamato Ermotti a Ubs, sta ora gestendo il processo di successione e, a quanto pare, guarda come modello alla sua ex banca Morgan Stanley, che nel 2023 disponeva di diversi candidati interni quando lo storico ceo James Gorman lasciò l’incarico. Kelleher aveva definito quella successione un «colpo di palazzo incruento», un modello che spera di replicare.
Iqbal Khan, ex manager di Credit Suisse di origini pakistane, è da tempo considerato un probabile successore di Ermotti. È entrato in Ubs dopo uno scontro con il precedente istituto di credito e con l’allora ceo Tidjane Thiam, accusando la banca di aver assoldato investigatori che lo avrebbero pedinato per Zurigo. Khan ha poi raggiunto un accordo con Credit Suisse e si è trasferito a Hong Kong nel 2024 per assumere la guida delle attività di Ubs nell’area Asia-Pacifico. Nello stesso periodo, Karofsky, allora responsabile dell’investment banking, è stato nominato Head of the Americas.
Bea Martin è stata recentemente promossa a chief operating officer dopo aver guidato l’unità Non-core e legacy di Ubs, incaricata di dismettere le attività non strategiche di Credit Suisse.
Nel 2024 Ermotti aveva indicato che avrebbe lasciato la carica di ceo alla fine del 2025 o all’inizio del 2027. Sempre secondo l’FT, Ermotti potrebbe tornare in futuro come presidente della banca. (riproduzione riservata)