Donald Trump alza il tono nei confronti dell’Unione europea. In un’intervista a Cnbc, il presidente statunitense ha ribadito che Bruxelles ha promesso un pacchetto di investimenti da 600 miliardi di dollari a favore degli Stati Uniti, fondi che, a suo dire, potranno essere utilizzati «per qualsiasi cosa io voglia».
Se l’Unione europea non rispetterà tali impegni assunti, pagherà dazi del 35%, ha sottolineato il presidente americano che alla domanda su quali siano i ‘criteri’ degli accordi per costringere la Ue a rispettare le promesse, inizialmente ha affermato che l’Ue avrebbe pagato 650 miliardi di dollari, ma poi ha arrotondato la cifra a 600 miliardi. «Siamo di nuovo un Paese ricco», ha detto Trump.
Le dichiarazioni giungono nello stesso giorno in cui l’Ue ha confermato la sospensione dei contro-dazi con l’avvio delle procedure legislative in tal senso. Gli Stati membri hanno ora due settimane di tempo per procedere all’approvazione, che avverrà per maggioranza qualificata.
A Bruxelles, un alto funzionario Ue spiega che l’accordo sui dazi con gli Usa è frutto di un compromesso maturato «per evitare un’escalation commerciale che solo una piccola minoranza di Stati membri auspicava». La Commissione europea ha già sospeso le contromisure approvate contro i dazi americani, mentre gli Usa hanno avviato il primo step con un ordine esecutivo che porta al 15% gran parte delle tariffe reciproche.
L’obiettivo, sottolinea la fonte, è garantire «stabilità» nei rapporti transatlantici e lavorare con Washington per riformare il sistema commerciale globale, difendendo il principio di non discriminazione.
La dichiarazione congiunta tra Ue e Usa, che formalizzerà i termini dell’intesa e il percorso per le future esenzioni, è «pronta al 90-95%» e dovrebbe essere presentata entro il 7 agosto.
Il testo fisserà il tetto massimo del 15% per la quasi totalità delle merci europee, con eccezioni mirate per i settori più sensibili agli occhi di Washington. Ma resta aperta la partita politica: Trump ha già fatto capire che senza i miliardi promessi l’Europa tornerà a pagare tariffe salatissime.
Il tycoon, sempre nel corso dell’intervista, ha specificato che i dazi previsti sui prodotti farmaceutici importati negli Stati Uniti potrebbero alla fine raggiungere il 250%, il tasso più alto da lui minacciato finora.
Il presidente ha affermato che inizialmente imporrà una «piccola tariffa» sui prodotti farmaceutici, ma poi, entro un anno o un anno e mezzo «al massimo», aumenterà tale aliquota al 150% e poi al 250%.
In realtà, Trump ha ripetutamente minacciato dazi e poi cambiato idea, quindi non c’è garanzia che alla fine stabilirà tariffe sui prodotti farmaceutici al 250%. All’inizio di luglio, il presidente aveva minacciato dazi del 200%, dopo che ad aprile l’amministrazione Trump ha avviato la cosiddetta indagine ai sensi della Sezione 232 sui prodotti farmaceutici, che consente al segretario al Commercio di indagare sull'impatto delle importazioni sulla sicurezza nazionale.
Trump, che è tornato nelle ultime ore a puntare il dito contro l’India, si è anche detto, invece, ottimista su un’intesa commerciale a breve con Pechino. «Siamo vicini a un accordo con la Cina» e «penso che sarà un buon accordo». Trump ha quindi riferito che il presidente cinese Xi Jinping «ha chiesto un incontro» e si è detto pronto a volare a Pechino, una volta trovata l'intesa. (riproduzione riservata)