Si riaccende lo scontro commerciale tra gli Stati Uniti e l’Europa. Donald Trump ha lanciato, nel pomeriggio del 26 giugno, un nuovo avvertimento ai Paesi europei che stanno valutando l’introduzione di una digital tax sulle grandi aziende tecnologiche statunitensi.
Attraverso un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social, il presidente americano ha dichiarato che «numerosi Paesi europei stanno discutendo dell'imminente introduzione di un’imposta sui servizi digitali a carico delle aziende americane» e che alcuni sarebbero ormai vicini a una decisione definitiva.
Trump ha assicurato che la risposta di Washington sarebbe immediata. «Chiunque dovesse imporre una simile tassa si vedrà immediatamente applicare un dazio del 100% su tutti i beni esportati verso gli Stati Uniti», ha scritto.
Secondo il presidente americano, la misura avrebbe carattere prioritario rispetto a qualsiasi altra intesa commerciale già sottoscritta con il Paese interessato.
Nel suo intervento, il tycoon ha precisato che l’eventuale dazio «prevarrà su qualsiasi accordo commerciale stipulato con il Paese in questione, a prescindere dal fatto che sia stato attuato o semplicemente firmato». Inoltre, ha ribadito che, qualora gli Stati europei procedessero con l’introduzione della tassa, la misura tariffaria «sarà applicata con effetto immediato».
L’anno scorso Trump aveva minacciato di interrompere tutti i negoziati commerciali con il Canada, a causa della proposta di una tassa simile. Ottawa ha poi ritirato la tassa poco prima della sua entrata in vigore. Queste tasse sono generalmente strutturate per applicarsi solo alle più grandi e consolidate aziende tecnologiche del mondo, come Meta, Alphabet e Amazon, che sono aziende statunitensi.
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