
Più che una rivoluzione in atto, quella che sta avvenendo in casa CastaldiPartners è la chiusura di un percorso iniziato già da tempo. Secondo quanto questo giornale è in grado di anticipare, lo studio legale internazionale si trasforma ufficialmente in una società tra avvocati divenendo al contempo società benefit.

Fondato da Enrico Castaldi a Parigi nel 1996, con uffici su Lione, Londra, Bruxelles e Milano, lo studio ha espresso quasi da subito la sua volontà di essere un operatore binazionale con l’obiettivo di diventare il punto di riferimento delle imprese italiane in Francia. Assistendo da circa 25 anni aziende, l’approccio al lavoro dello studio è mutato divenendo un’organizzazione più simile all’impresa che allo studio legale. «Trovo che il lavoro che facciamo assomiglia molto di più a quello di una impresa invece che a uno studio. L’associazione professionale a Milano e Parigi ci stava stretta e quindi abbiamo deciso di prendere la forma dei nostri clienti: avremo un bilancio pubblicato, con la trasparenza che ne consegue e quanto altro caratterizza la vita di una società. È un percorso che abbiamo messo in atto da tempo e che adesso concludiamo con l'adozione della forma societaria», spiega Enrico Castaldi, partner dello studio. Alla trasformazione in società tra avvocati si lega a doppio filo anche il passaggio a società benefit. «La scelta benefit è una prerogativa riservata alle società. Con la trasformazione in società benefit estendiamo le nostre finalità, aggiungendo al profitto economico anche il perseguimento del beneficio comune a favore di quelli che consideriamo i nostri stakeholder e altri portatori di interessi», aggiunge il fondatore, sottolineando che l’oggetto sociale della law firm esplicita molto in termini di sostenibilità.
Anche diventando una StA e società benefit, secondo il partner CastaldiPartners non «avrà nulla da cambiare a livello di governance interna», che punta già ad essere aperta e trasparente e al superamento della strutturazione verticale dei ruoli, con modelli di organizzazione basati su gruppi di lavoro più orizzontali. Probabilmente quello su cui CastaldiPartners dovrà lavorare ancor di più, proprio come stanno facendo un po’ tutte le law firm al momento, sarà l’implementazione degli obiettivi Esg e la parità di genere. Ad oggi nello studio, quasi il 67% dei professionisti è donna, per un totale di 46 avvocate, di cui 18 under 40, mentre tra i 14 soci, la percentuale femminile si aggira intorno al 49% anche dopo le ultime entrate.
È proprio in ambito di attrazione dei talenti che lo studio è ancora a lavoro. Dopo i dieci ingressi degli ultimi mesi che hanno per lo più rafforzato la sede di Milano, CastaldiPartners si sta adesso dedicando alla selezione di un paio di figure che nei prossimi due o tre mesi faranno ingresso nei suoi uffici di Parigi. «Vista la nostra struttura e la forte connotazione binazionale e la nostra forte connotazione identitaria», conclude il fondatore, «non è semplice attenuare processi di ingressi, ma ci stiamo lavorando». (riproduzione riservata)