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Stellantis, la produzione in Italia torna a crescere: +13,7% nel semestre. Verso i 500 mila veicoli totali nel 2026
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Stellantis, la produzione in Italia torna a crescere: +13,7% nel semestre. Verso i 500 mila veicoli totali nel 2026

03 luglio 2026, 11:10 Ultimo aggiornamento: 15:58

Report Fim-Cisl: le auto crescono del 27,7% a 158 mila unità mentre calano del 4% i veicoli commerciali. Fiat 500 ibrida a Mirafiori e Jeep Compass a Melfi trainano la ripresa produttiva. Ma la situazione a Cassino resta «grave ed è un’emergenza» | Stellantis, terzo stop a Mirafiori: Fiat 500 ibrida di nuovo ferma. E in borsa il titolo paga il taglio delle stime

La produzione italiana di Stellantis torna a crescere dopo il crollo del 2025, ma la ripresa resta fragile e ancora lontana dagli obiettivi fissati dal governo. Secondo il report del primo semestre 2026 diffuso dalla Fim-Cisl, nei primi sei mesi dell’anno dagli stabilimenti italiani del gruppo sono usciti 252.223 veicoli, il 13,7% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, quando era stato toccato il livello produttivo più basso degli ultimi decenni.

La auto crescono del 27,7% a 158 mila unità

A trainare il recupero sono soprattutto le autovetture, cresciute del 27,7% a 158.193 unità, grazie all'avvio a pieno regime della nuova Fiat 500 ibrida di Mirafiori e della Jeep Compass prodotta a Melfi. In lieve flessione, invece, i veicoli commerciali di Atessa (-4%), penalizzati dal rallentamento legato all’adeguamento del reparto di verniciatura, pur restando il principale sito produttivo italiano del gruppo con oltre 94 mila mezzi assemblati nel semestre.

«I volumi confermano la ripresa che avevamo già individuato nel primo trimestre», ha spiegato il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, sottolineando però che «siamo ancora molto lontani dal traguardo del milione di veicoli indicato nei tavoli ministeriali». Secondo le stime del sindacato, a fine anno la produzione italiana dovrebbe attestarsi appena sopra quota 500 mila veicoli, di cui circa 300 mila autovetture, un miglioramento rispetto al 2025 ma ancora distante dai livelli precedenti alla crisi.

Mirafiori e Melfi guidano il recupero

La crescita è concentrata soprattutto negli impianti che hanno beneficiato dei nuovi lanci di prodotto. Mirafiori registra un balzo del 135,4%, arrivando a 36.048 vetture grazie alla 500 soprattutto ibrida (sono assemblate nel rapporto di una vettura Bev ogni 6 ibride, secondo il sindacato). Il sito torinese però sarà di nuovo fermo, per la terza volta in pochi giorni, anche lunedì 6 e martedì 7. Anche Melfi sale dell’88,4% a 35.920 unità con il contributo della nuova Jeep Compass. Pomigliano resta sostanzialmente stabile a poco più di 79 mila vetture, mentre Modena segna un forte incremento legato al trasferimento delle produzioni Maserati GranTurismo e GranCabrio da Torino.

Nel secondo semestre è inoltre previsto l'avvio della produzione della DS7 e della Lancia Gamma nello stabilimento lucano di Melfi, modelli che secondo il sindacato potrebbero sostenere un ulteriore incremento dei volumi entro fine anno.

Cassino continua a peggiorare: è sempre più un’emergenza

Il punto più critico resta però lo stabilimento di Cassino, dove la situazione continua a deteriorarsi. Nei primi sei mesi del 2026 sono state prodotte appena 6.700 vetture, il 36,2% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. La produzione è limitata alle Alfa Romeo Giulia e Stelvio e alla Maserati Grecale, mentre l'attività si riduce ormai a cinque-sei giorni lavorativi al mese.

Secondo la Fim-Cisl, le stime indicano per l’intero 2026 una produzione di circa 13 mila vetture, in ulteriore calo rispetto alle meno di 20 mila del 2025. «La situazione è diventata insostenibile», ha affermato Uliano, chiedendo a Stellantis decisioni rapide sui futuri modelli di Alfa Romeo e Maserati, rinviate a fine anno, e nuove attività produttive per mettere in sicurezza occupazione e indotto.

Meno cassa integrazione, ma restano le incognite

Il sindacato evidenzia come il miglioramento dei volumi abbia già prodotto una riduzione di circa il 30% del ricorso agli ammortizzatori sociali nel primo semestre e, in alcuni stabilimenti, anche nuove assunzioni. Ma rimangono aperti diversi nodi del piano industriale, a partire dal futuro di Cassino, dal rafforzamento di Mirafiori con un secondo modello e dall’assegnazione di nuove attività a Termoli dopo l’abbandono del progetto della gigafactory.

Per la Fim-Cisl il piano presentato da Stellantis rappresenta «un passo avanti rispetto all’epoca Tavares», grazie agli investimenti annunciati, ai circa 300 ingressi nell’ingegneria e all’impegno a mantenere aperti tutti gli stabilimenti italiani, «cosa non scontata», ha evidenziato Uliano, con un chiaro riferimento alle indiscrezioni sulle chiusure del colosso Volkswagen in Germania. Ma il sindacato ritiene che serviranno ulteriori decisioni industriali e una domanda di mercato solida affinché il recupero registrato nel 2026 possa trasformarsi in una vera inversione di tendenza per la produzione automotive italiana. (riproduzione riservata)



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