L’industria dell’auto accelera la sostituzione del rame con l’alluminio nei cablaggi elettrici delle nuove vetture, soprattutto elettriche e ibride. Lo riporta Reuters, spiegando che dopo Tesla e diversi produttori cinesi, anche Stellantis, Ferrari e Bmw stanno adottando in modo sempre più diffuso il metallo leggero, spinti dalla necessità di ridurre peso e costi in un contesto di prezzi del rame ai massimi storici.
Secondo un’analisi di JPMorgan, il fenomeno interesserà circa il 2% della domanda mondiale di rame nel 2026, ma potrebbe arrivare fino al 6% entro il 2030 se i prezzi del metallo rosso continueranno a salire per effetto della crescente domanda proveniente dalla transizione energetica e dai data center, a fronte di un’offerta insufficiente.
Ferrari utilizza già l’alluminio per carrozzeria, telaio e motore e, dal 2025, ha iniziato a impiegarlo anche nei cavi di alimentazione della 296 ibrida. La soluzione è stata successivamente estesa ad altri modelli, compresa la Luce, il primo modello completamente elettrico della casa di Maranello presentato il mese scorso. Secondo un portavoce del Cavallino Rampante, la scelta consente di ridurre fino al 20% il peso complessivo dei cablaggi.
«La nostra scelta non è dettata dal costo dell’alluminio, ma dalle sue prestazioni», ha spiegato il portavoce a Reuters. Resta però il fatto che il metallo costa oggi circa 3.100 dollari a tonnellata, pari a circa un quarto del prezzo del rame.
Bmw punta da tempo sull’alluminio. Il gruppo tedesco ha introdotto i primi conduttori in alluminio già nel 2011 sulla Serie 1 e ha progressivamente ampliato il loro utilizzo nelle vetture ibride ed elettriche. L’ultima generazione della tecnologia eDrive, lanciata nel 2025, impiega numerosi cavi in alluminio sia per gli impianti ad alta sia a bassa tensione.
Anche Stellantis avrebbe recentemente iniziato a sostituire parte dei cablaggi in rame con quelli in alluminio, secondo una fonte del settore citata da Reuters. Il gruppo non ha commentato l’indiscrezione.
Il cambiamento è particolarmente rapido in Cina, dove il governo ha incoraggiato il ricorso all’alluminio attraverso un documento programmatico pubblicato nel marzo 2025. Secondo la società di consulenza Zhuochuang, entro il 2030 tra il 25% e il 30% dei componenti oggi realizzati in rame nei settori dell’automotive, dell’energia e degli elettrodomestici potrebbe essere sostituito dall’alluminio.
Tra i costruttori cinesi che hanno già adottato questa soluzione figurano Avatr, XPeng e Xiaomi. Anche Tesla è considerata una pioniera della tecnologia, avendo introdotto cablaggi in alluminio già sulla Model Y del 2019 e successivamente sul Cybertruck.
L’alluminio presenta diversi vantaggi: è molto più economico del rame e pesa meno, un aspetto particolarmente importante per le auto elettriche, dove ogni chilogrammo risparmiato contribuisce ad aumentare l’autonomia. Di contro, però, la sua conducibilità elettrica è inferiore rispetto al rame, rendendo necessario utilizzare sezioni di cavo più grandi per trasportare la stessa quantità di corrente. Inoltre, la produzione di alluminio richiede un elevato consumo energetico, con conseguenti maggiori emissioni di gas serra.
Nonostante questi limiti, la convenienza economica sta diventando sempre più determinante. Secondo Nexans, uno dei principali produttori mondiali di cavi, molti costruttori iniziano a preferire l'alluminio quando il prezzo del rame supera di circa 3,5 volte quello del metallo leggero. Attualmente il rapporto supera quota 4,2. Per questo motivo gli analisti ritengono che la sostituzione del rame con l’alluminio sia destinata ad accelerare nei prossimi anni, modificando la struttura della domanda globale di metalli per l’industria dell’auto e per la transizione energetica. (riproduzione riservata)