Stellantis conferma ancora un volta il proprio impegno industriale sull’Europa e sull’Italia. Nel corso dell’incontro con le organizzazioni sindacali italiane in corso a Roma nella mattina di lunedì 15, il responsabile europeo del gruppo Emanuele Cappellano ha illustrato le linee guida del piano strategico quinquennale FaSTLAne 2030 presentato dal ceo Antonio Filosa lo scorso 21 maggio negli Usa. Un piano che punta a riportare il costruttore automobilistico su un percorso di «crescita sostenibile e redditizia».
Il gruppo è chiamato a sciogliere le perplessità dei sindacati italiani, preoccupati soprattutto per la situazione dello stabilimento di Cassino, la cui attività è ridotta al minimo, ma anche per quella di Mirafiori, con la fabbrica torinese che non raggiungerà il target produttivo delle 100 mila Fiat 500 ibride nel 2026 che si era dato lo scorso anno e che comunque avrebbe bisogno di un secondo modello per sostenersi.
Il nuovo piano di Stellantis, come noto, «prevede investimenti globali per oltre 60 miliardi di euro entro il 2030», ha detto Cappellano. Di questi, circa il 60% sarà destinato allo sviluppo di marchi e nuovi prodotti, mentre il restante 40% finanzierà piattaforme globali e tecnologie innovative. L’obiettivo è «semplificare le architetture industriali, aumentare le economie di scala e offrire soluzioni di mobilità più mirate ai diversi mercati».
Per l’Europa il gruppo ha previsto circa il 40% degli investimenti complessivi, pari a circa 24 miliardi di euro. Una quota significativa che dovrà sostenere la crescita dei ricavi della regione del 15% entro il 2030. Il piano passa attraverso il rafforzamento dei brand, l’ampliamento delle gamme, il miglioramento della competitività dei costi e un maggiore utilizzo della capacità produttiva degli impianti.
Secondo quanto illustrato ai sindacati, «il contesto resta particolarmente sfidante», ma i primi segnali vengono definiti «incoraggianti». Stellantis evidenzia infatti «una domanda in crescita, un aumento delle quote di mercato, il recupero dei volumi produttivi e una riduzione del ricorso agli ammortizzatori sociali in diversi stabilimenti italiani».
L’Italia, ha sottolineato Cappellano, manterrà «un ruolo centrale nella strategia industriale del gruppo». Sono previsti nuovi modelli, investimenti nell’innovazione e il coinvolgimento di tutti i marchi italiani del portafoglio Stellantis. Soprattutto, il manager ha ribadito che «non sono previste chiusure di stabilimenti nel Paese». La novità è che Stellantis investirà 5 miliardi di euro in Italia entro il 2030 per l’innovazione, come ha annunciato lo stesso Cappellano ai sindacati. Il capo in Europa ha spiegato che le risorse «saranno utilizzate per le tecnologie legate alle nuove piattaforme, per l’intelligenza artificiale e per le motorizzazioni».
Nel dettaglio, ogni sito produttivo avrà una missione specifica: Pomigliano sarà il polo dell’elettrico accessibile, Atessa continuerà a essere il centro dei veicoli commerciali, Mirafiori rafforzerà il proprio ruolo nell’innovazione industriale, mentre Modena, Melfi e Cassino saranno protagoniste dello sviluppo dei marchi premium e del lusso.
«I nostri impegni sull’Italia sono concreti, strutturali e orientati al lungo periodo: innovazione, occupazione e valorizzazione delle competenze sono i pilastri su cui stiamo costruendo una nuova fase di crescita», ha detto Cappellano ai sindacati. «Noi stiamo facendo la nostra parte. Con disciplina, con investimenti e con una visione di lungo termine. E continueremo a farla».
Il capo del gruppo in Europa ha parlato di un «piano chiaro, coraggioso e ambizioso. I primi segnali sono positivi, ma sappiamo bene che le sfide non sono ancora alle spalle. Per questo è fondamentale creare le condizioni per una crescita sostenibile nel lungo periodo: servono competitività e regole realistiche, orientate allo sviluppo industriale».
Il nuovo piano strategico rappresenta «un’evoluzione naturale e ancora più ambiziosa del percorso già intrapreso con il Piano Italia, confermando e rafforzando tutti gli impegni che abbiamo assunto. Dimostra con concretezza come Stellantis coniuga radici locali e dimensioni globali». Gli impegni del Piano Italia «sono stati mantenuti e, in molti casi superati con il nuovo piano strategico: Italia guida offensiva europea su E-Car, a partire da Pomigliano; Investimenti ad Atessa per nuova generazione LCVs; nuova AR a Melfi; rilancio di Maserati a fine anno; nuova Grecale a Cassino; investimenti e acquisti da filiera italiana in continuità».
Secondo Cappellano quindi «il Piano Italia sarà più forte con FaSTLAne 2030 e con una visione chiara: il nostro Paese sarà l’hub produttivo delle auto piccole a Mirafiori e Pomigliano, delle vetture di fascia medio-alta e lusso a Melfi, Cassino e Modena, dei veicoli commerciali ad Atessa».
I sindacati apprezzano la novità sugli investimenti in ricerca e la ribadita promessa di non chiudere impianti in Italia, ma restano prudenti. Soprattutto la Fiom-Cgil, per la quale il quadro delineato dall’azienda non basta ancora a dissipare le preoccupazioni sul futuro occupazionale. Il segretario nazionale Samuele Lodi ha definito la situazione «molto, molto preoccupante», sottolineando la necessità di «maggiori investimenti e di garanzie concrete sul lavoro».
Il segretario generale della Fim-Cisl Ferdinando Uliano ha parlato di «un passo in avanti» da parte di Stellantis, apprezzando la conferma della crescita dei volumi produttivi, degli investimenti in ricerca e sviluppo e della salvaguardia degli impianti italiani. «Restano però forti criticità su Cassino», con la definizione dei piani industriali di Alfa Romeo e Maserati è stata rinviata a fine anno. Anche la Uilm vede alcune discontinuità rispetto al passato. Secondo il neo segretario nazionale Davide Sperti, il nuovo corso «riporta l’azienda con i piedi per terra» dopo anni di strategie giudicate troppo sbilanciate sulla transizione europea «Ma siamo preoccupati per Cassino. (riproduzione riservata)