Stellantis torna a crescere negli Stati Uniti per il quarto trimestre consecutivo, confermando i segnali di ripresa del mercato nordamericano sotto la guida del ceo Antonio Filosa. Tra aprile e giugno il gruppo ha venduto 328.284 veicoli, in aumento del 6% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre nel primo semestre le consegne sono salite del 5% a 634.345 unità.
A trainare il risultato sono stati soprattutto i marchi Ram e Chrysler, mentre Jeep, un tradizionale pilastro delle vendite americane del gruppo, continua ancora a mostrare difficoltà. Il mercato degli Usa è quello su cui Stellantis conta di recuperare prima possibile le quote di mercato perdute perché è storicamente l’area geografica con margini e profitti più elevati.
Il contributo principale alla crescita di Stellantis è arrivato da Ram, le cui vendite sono cresciute dell’11% nel trimestre grazie al successo della gamma rinnovata dei pick-up e al ritorno del motore Hemi V8, scelta che sta riscuotendo un forte consenso tra i clienti americani. La casa punta molto anche sui nuovi modelli in arrivo, come il Ram TRX ad alte prestazioni e il Rumble Bee, previsto entro la fine dell’anno.
Ottima anche la performance registrata da Chrysler, che ha messo a segno un balzo dell’80%, passando da 23.028 a 41.704 veicoli venduti. A sostenere la crescita è stato il restyling della monovolume Pacifica, l’unico modello attualmente in gamma e prodotto in Canada nello stabilimento di Windsor, in attesa dell’arrivo di tre nuovi veicoli entro il 2030.
Resta invece più complicata la situazione di Jeep, le cui vendite sono diminuite del 5%. Solo il Grand Wagoneer ha registrato una crescita significativa (+43%), mentre modelli chiave come Wrangler (-12%) e Grand Cherokee (-6%) hanno chiuso il trimestre in calo. Il nuovo Cherokee ibrido, rilanciato a inizio 2026 e considerato uno dei modelli destinati a rilanciare il marchio, ha totalizzato circa 8 mila immatricolazioni nel trimestre e oltre 10 mila nel semestre, numeri ancora insufficienti per risollevare le performance del brand.
In rosso c’è anche Dodge, che dopo un primo trimestre positivo ha registrato una flessione del 15%. La nuova Charger con motore endotermico ha mostrato segnali incoraggianti, mentre la versione completamente elettrica è rimasta marginale con appena 294 unità vendute nel trimestre. Vanno molto male anche i due marchi italiano del gruppo presenti negli Usa: Fiat ha visto crollare le vendite del 79%, mentre Alfa Romeo ha perso il 32%.
Con questi dati trimestrali e semestrali, il gruppo vede comunque confermati i segnali di inversione di tendenza dopo sette anni consecutivi di calo delle vendite negli Stati Uniti. L’obiettivo annunciato da Filosa è continuare a migliorare trimestre dopo trimestre, facendo leva sulla forte offensiva di prodotto prevista nei prossimi anni.
Il piano industriale FastLane2030, presentato a maggio, è un chiaro e deciso riequilibrio della strategia verso modelli a benzina e ibridi, affiancati da una gamma di veicoli più accessibili, con prezzi compresi tra i 20.000 e i 30.000 dollari. Entro il 2030 Stellantis punta a incrementare del 35% i volumi di vendita, del 25% i ricavi e ad ampliare del 50% la copertura del mercato.
Nei prossimi anni arriveranno nuovi pick-up Ram di piccole e medie dimensioni, crossover Chrysler e nuovi modelli sportivi Dodge, mentre nel breve termine il gruppo conta sul contributo del Cherokee, della Charger a benzina e del Ram Rumble Bee per rafforzare ulteriormente la ripresa del mercato americano. (riproduzione riservata)