L’uscita della trimestrale e l’avvicinarsi della scadenza del primo lock up delle azioni avrebbero potuto abbattere il titolo di qualsiasi azienda, ma SpaceX non è una società come le altre – basta pensare all’obiettivo di andare su Marte – e, dopo qualche turbolenza, la creatura di Elon Musk è ancora in piedi. A una settimana dalla pubblicazione dei risultati, la società spaziale, alle ore 18 dell’11 agosto, è tornata vicina al prezzo dell’ipo di 135 dollari, dopo aver toccato nei giorni scorsi 108 dollari.
Nella trimestrale SpaceX aveva registrato ricavi quasi raddoppiati, passati da 4,1 a 7,8 miliardi (+92%), e una perdita netta ridotta da oltre un miliardo a 541 milioni. Inoltre l’adjusted ebitda era salito del 191% a 3,5 miliardi. Nonostante risultati superiori alle aspettative degli analisti, il titolo in quella seduta aveva bruciato quasi 225 miliardi di dollari di capitalizzazione.
Il problema è stato il capex: nel solo secondo trimestre l’azienda ha investito 18,37 miliardi di dollari, oltre sei volte la cifra dello stesso periodo del 2025, di cui l’86% è andato nell’AI. La cifra totale investita sale a 28,48 miliardi se si considera il primo semestre, contro appena 3,47 miliardi di cassa generata dalle attività operative.
Il mercato è stato rivitalizzato dalla scadenza del primo lock up che ha reso liquide oltre 911 milioni di azioni per i primi investitori. Tale lotto rappresenta un valore superiore alle 639 milioni di azioni vendute nell’offerta pubblica iniziale della società, e alcuni analisti hanno avvertito che ciò potrebbe causare una maggiore volatilità nel breve termine. Ma per adesso i risultati sono positivi. Quasi 93 milioni di azioni hanno cambiato proprietario nei primi trenta minuti di contrattazione di giovedì, pari a circa il 40% del volume totale del giorno precedente.
Sembra essere vincente la strategia di dilazionare lo sblocco in nove tranche: gli investitori possono vendere in blocchi del 7% dopo 70, 90, 105, 120 e 135 giorni dalla quotazione. Un ulteriore 28% verrà liberato dopo la pubblicazione dei conti del terzo trimestre e, infine, l’ultima tranche sarà a 180 giorni dall’ipo. Ma la data più importante da cerchiare sul calendario è il 12 giugno 2027. A un anno dall’entrata in borsa, finirà il lock up per le 6,4 miliardi di azioni detenute da Musk e da alcuni dei suoi principali investitori.
Intanto l’azienda spaziale continua ad acquisire contratti di lancio. L’ultimo è stato siglato ieri con VinSpace, l'unica compagnia spaziale privata del Vietnam: i satelliti della società vietnamita saranno spediti nello spazio nel 2027 nell'ambito del programma «Transporter» di SpaceX.
Ma chi sono gli investitori dietro SpaceX? In primis Elon Musk che detiene l’11,22% delle azioni di classe A (che valgono un voto) e il 91,63% di quelle di classe B (che valgono 10 voti), facendo sì che abbia oltre l’80% dei diritti di voto. Gli altri azionisti non sono tutti noti. Tra le aziende che detengono più azioni, sempre di classe A, ci sono Alphabet – la società madre di Google – con il 7,28% e Valor Management, una società di gestione, con il 6,65%. Infine, secondo MarketScreener, una quota del 9,04% è detenuta da enti istituzionali. (riproduzione riservata)