È stato completamente immotivato il crollo delle azioni di broker e assicurazioni all’indomani della notizia che l’insurtech spagnolo Tuio è pronto a portare le sue polizze (per ora quelle sulla casa) dentro ChatGpt. Ne è convinto il presidente dell’Italian Insurtech Association, Simone Ranucci Brandimarte, che rincara la dose: «Quella notizia avrebbe piuttosto dovuto provocare una crescita delle azioni di compagnie e broker». Come mai? «Il primo elemento da considerare è che l’utilizzo delle nuove tecnologie farà crescere il mercato delle assicurazioni con prodotti sempre più su misura per il cliente», risponde, «e lo spazio di sviluppo è molto ampio considerando la storica carenza di coperture danni che caratterizza il mercato italiano».
L’intelligenza artificiale, quindi, non farà crollare i premi delle assicurazioni ma li farà crescere, aumentando l’efficienza del settore, e «in ogni caso, la vendita diretta tramite AI potrà riguardare prodotti semplici e standardizzati, mentre le polizze più complicate continueranno a richiedere la consulenza di un agente o di un broker, che potrà essere più efficiente proprio grazie ai nuovi strumenti forniti dall’intelligenza artificiale», aggiunge.
Ma c’è un ultimo elemento non meno importante da considerare: «Le compagnie e i broker non stanno subendo passivamente la trasformazione tecnologica in atto ma solo i primi soggetti a investire in intelligenza artificiale» come evidenziano i numeri raccolti dall’Italian Insurtech Association. «La gran parte degli 1,4 miliardi di investimenti insurtech realizzati in Italia nel 2025 è arrivata dalle stesse compagnie di assicurazioni e dai broker che sono pronte a continuare a investire anche nel 2026 e a rafforzarsi», conclude Brandimarte, «ma potranno arrivare anche nuovi player e ci sarà spazio per tutti». (riproduzione riservata)