«Si sta iniziando a capire che 27 mercati sono troppo piccoli per una competizione globale. Adesso servono norme che ci facciano passare ad un mercato europeo». Questa la richiesta di Enrico Letta, presidente dell'Istituto Jacques Delors ed ex presidente del Consiglio, durante il suo intervento da Fr Vision al Salone del Risparmio 2026.
Si è partiti dallo stato di salute del risparmio europeo. Un ammontare di denaro che però è suddiviso su 27 Stati e non riesce a raggiungere una massa critica tale da poter competere con gli Stati Uniti. Ma secondo Letta qualcosa sta cambiando: «Tutti i mercati, anche i più grandi, sono troppo piccoli. Il colosso americano non è frammentato in 50 Stati». Secondo l’ex premier le istituzioni europee ormai sono consapevoli della necessità di un mercato del risparmio comune. Però adesso bisogna passare dalle parole ai fatti: «Dalla consapevolezza bisogna fare norme. Serve consentire al consumatore maggiori vantaggi e ritorni migliori». E ha aggiunto: «Insomma, non bisogna far lasciare al risparmiatore i soldi sotto al materasso».
Letta, nell’aprile del 2024, aveva presentato al Consiglio europeo a Bruxelles il suo rapporto sul futuro del mercato unico europeo «Much more than a market». In quel paper si era parlato anche della necessità del cosiddetto 28esimo regime, ovvero un nuovo modello societario armonizzato – oltre ai 27 già esistenti in Europa - che consente la costituzione di un’impresa valida in tutta l’Unione in sole 48 ore, completamente online, con costi inferiori ai 100 euro, senza obbligo di conto bancario e senza requisiti minimi di capitale.
Il nome ufficiale dell’iniziativa avanzata dalla Commissione europea lo scorso marzo è di Eu inc. «Si inventa un 28esimo stato virtuale con delle regole che però sono valide in tutti gli altri Paesi», ha detto Letta. Questo sistema è stato creato per permettere agli investitori internazionali di districarsi in una babele di ordinamenti giuridici differenti. E ha aggiunto: «Mi sembra un buon segnale e anche che dalla consapevolezza si stia passando ai fatti. “Da 27 a uno per non farsi dominare”, questa è un’idea chiara a tutti. Paradossalmente l’unione politica può venire dopo, come è capitato per l’Euro».
Sulla falsa riga dell’Euro, il quale funziona grazie al controllo della Banca centrale europea (Bce), l’ex presidente del consiglio ha specificato che serve un organismo simile anche per i mercati finanziari. «L’Esma (European Securities and Markets Authority, ndr) è un coordinamento, ma c’è la necessità di arrivare a un’unica autorità». Senza un’istituzione del genere, secondo Letta, tutte le iniziative non hanno senso.
Infine, riguardo allo stato di avanzamento del suo report sul mercato unico, Letta è positivo: «Siamo sulla strada giusta, ma serve più rapidità e senso di urgenza. L’Europa deve essere più competitiva e trasformare il grandissimo capitale privato in energia per la competitività». (riproduzione riservata)