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Investimento a rate con i pac
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Risparmio, istruzioni dell’uso per i piani di accumulo. A partire dai costi

di Carlo Giuro
02 agosto 2024, 20:00

Sempre più investitori scelgono di entrare nei mercati pian piano, con versamenti periodici tramite pac. Ecco tutto quello che c’è da sapere per usare questo strumento in modo consapevole

In un momento in cui mettere da parte diviene esercizio virtuoso sempre più difficile da porre in essere, la formula del piano di accumulo (pac) sembra particolarmente adatta a supportare il risparmiatore nel costruire poco alla volta una somma che può rappresentare un accantonamento generalista o finalizzato al raggiungimento di obiettivi specifici. Secondo le stime contenute nell’ultimo Osservatorio annuale sui sottoscrittori dei fondi comuni di Assogestioni la fetta dei risparmiatori che investe prevalentemente tramite piani di accumulo è pari al 21%. Sommando a quest’ultima la quota di coloro che investono con forma mista (17%), i sottoscrittori che scelgono una modalità di sottoscrizione diversa dal pic, vale a dire la formula con sottoscrizione in unica soluzione, rappresentano il 38% del totale. «Tra le evidenze più interessanti dell’Osservatorio emerge la propensione di Millennials e Generazione Z a prediligere i pac, che permettono di investire gradualmente attraverso versamenti periodici che possono avere entità anche molto contenute. Infatti, supera il 50% la quota dei sottoscrittori più giovani che investe in questo modo. Viceversa», commenta Riccardo Morassut, senior research analyst di Assogestioni, «oltre il 70% dei Boomers e l’80% della Silent Generation sceglie di investire in un’unica soluzione, ovvero quella che si chiama pic».

Come funziona il pac?

Si sostanzia nella sottoscrizione in formula periodica di quote di fondi comuni, scegliendo come sottostante la tipologia che sembra essere più adatta rispetto al proprio profilo rischio/rendimento e all’orizzonte temporale. La premessa necessaria è che anche il risparmio rateale, al di là dello strumento, debba essere ricondotto in una prospettiva più ampia di pianificazione finanziaria. Il quanto mettere da parte non deve essere una scelta casuale ma piuttosto il risultato che deriva da una valutazione sul se l’importo sia sostenibile rispetto al vincolo di bilancio famigliare e alla proiezione del risultato finanziario che almeno orientativamente si vuole perseguire. Il piano di accumulo si articola in genere con versamenti minimi anche di 50 euro mensili e un orizzonte di permanenza graduabili in un range ampio variabile da un minimo di 1-2 anni fino ai 20-25 anni. La logica del pac trova fondamento nel modello elaborato dall’ economista statunitense Benjamin Graham che nel suo libro The intelligent investor, ha definito il Dollar Cost Average, vale a dire un piano di investimento che permette all’individuo di investire in azioni lo stesso ammontare di dollari ogni mese o ogni due settimane. Così facendo comprano più azioni quando il mercato è ribassista, evidenziava, rispetto a quando è rialzista ed è probabile che sia soddisfatto del prezzo complessivo delle sue partecipazioni. Va poi sottolineato come la periodicità del versamento può essere mensile ma si possono anche attivare pac trimestrali,semestrali o annuali. Profilo di interesse è poi legato al fatto che i piani di accumulo sono strutturati con una buona dose di buona dose di flessibilità ed elasticità con la possibilità anche di modificare la periodicità o l’importo dei versamenti o di sospendere momentaneamente per poi riattivarlo o definitivamente, il programma di investimento. Sempre in termini funzionali va ancora sottolineato come in alcun casi di prevede la possibilità di abbinare al progetto di investimento anche coperture assicurative che, in modo gratuito o pagamento, offrono la possibilità di completare il piano in modo parziale o totale in caso di infortunio, morte o invalidità permanente del sottoscrittore.

Quali sono i benefici?

Innanzitutto rappresenta una sorta di incentivo psicologico all’accantonamento, quella che potrebbe definirsi in termini di finanza comportamentale come spinta gentile. Il pac diviene una sorta di metronomo del proprio risparmio, scandendo ritmo e tempo dell’investimento. Va poi evidenziato come secondo la recente indagine Assogestioni-Censis emerge che per il 49,3% degli italiani occuparsi di risparmio e investimenti genera ansia e preoccupazione. A scuotere i risparmiatori è stata principalmente la necessità, imposta dai cambiamenti vorticosi dello scenario geoeconomico, di apportare delle modifiche alle proprie scelte finanziarie e ripensare i porti sicuri del passato. Il pac in questa prospettiva diviene, con la sua automaticità, anche un antidoto a possibili comportamenti dettati dall’emotività piuttosto che da un atteggiamento razionale.

Un esempio pratico

«Un investitore nell’indice azionario mondiale Msci World Net Total Return, inclusi i dividendi da metà aprile 2004 a metà aprile 2024, è stato in grado di ottenere un aumento medio annuo del valore del 7,9% se fosse stato investito per l’intero periodo di 20 anni. Tuttavia, perdere solo i dieci migliori giorni di trading durante questo periodo ridurrebbe il rendimento annuale al 6,8%. Mancare i 40 giorni migliori di questi 5.220 giorni di trading dimezzerebbe il rendimento annuale a solo il 3,5%. Il messaggio generale per gli investitori è di impegnarsi a lungo termine e di resistere alla volatilità del mercato per capitalizzare i giorni con guadagni significativi. Questo rimane valido anche durante le inevitabili fasi di debolezza del mercato, quando è psicologicamente difficile rimanere investiti», sottolinea Jan Viebig, co-responsabile globale degli investimenti di Oddo Bhf Am. Un plus del pac è poi il fatto che consente una diversificazione temporale fondamentale per attenuare i rischi e la stessa erosione della inflazione. Investire a rate, cioè in momenti diversi, riduce infatti l’alea del market timing, il rischio cioè di investire tutto il capitale nel momento sbagliato, quando i prezzi sono molto alti. Con il piano di accumulo si compra in più momenti e alla fine il prezzo di acquisto sarà una media delle diverse quotazioni realizzando così una mitigazione della volatilità dei mercati.

Attenzione ai costi

Una particolare attenzione deve essere in ogni modo rivolta ai profili di costo. La sottoscrizione di un pac in fondi comporta degli oneri fissi non solo all'apertura e al momento del disinvestimento, come nel caso della sottoscrizione in unica soluzione, ma anche al versamento delle rate. Questi costi sono di solito di importo relativamente trascurabile, ma possono incidere nel caso di pac effettuato per cifre molto basse (ad esempio un investimento di 50 euro al mese per un anno). Vanno ancora considerate le commissioni di ingresso, che sono calcolate in percentuale dell'intero capitale investito. Nel caso dei pac queste commissioni, a parità di fondo sottostante, potrebbero essere più alte, (ad esempio 2% per il pac e 1,5% per il pic) e, soprattutto, potrebbe essere chiesto di pagarne una buona parte, o addirittura tutte, in anticipo, cioè al momento del versamento della prima rata.

Ulteriore aspetto è che l’eventuale chiusura anticipata del pac comporta che i costi iniziali incideranno su un investimento più basso di quanto programmato e potrebbero costituire, a conti fatti, una percentuale molto elevata dell'investimento realizzato. Se non si è allora sicuri di poter sostenere la rata per tutto il periodo programmato, è quindi meglio scegliere i pac con la distribuzione lineare delle commissioni di ingresso, cioè con commissioni pagate proporzionalmente in occasione di ogni versamento. Vanno ancora considerate le commissioni di gestione, l’eventuale commissione di performance, la commissione di rimborso che in alcune formule alternative sono previste in luogo delle commissioni di sottoscrizione.

Confronto tra le offerte sul mercato

Dando uno sguardo a cosa offre il mercato, Poste italiane offre con Bancoposta un sistema di pac il cui eventuale versamento iniziale, se effettuato, dovrà essere di almeno 50 euro. L’importo dei versamenti successivi dovrà essere di 50 euro o multipli. La cadenza può essere mensile, bimestrale, trimestrale o semestrale. La durata può andare da un minimo di 1 anno a un massimo di 12 anni.

È possibile anche attivare Accumula Più che in collaborazione con Poste Assicura aggiunge una copertura gratuita che, in caso di morte per infortunio o invalidità permanente del sottoscrittore, permette di portare a termine il piano. Sul sito di Deutsche Bank si evidenzia come i pac presentano importo minimo di 100 euro e possono avere una durata definita, da 36 mesi a 40 anni. Etica sgr propone pac con cui sottoscrivere fondi comuni da 50 euro per 60, 120, 180 o 240 versamenti.

Il pac di Etica può anche essere senza limiti: la società di gestione offre una formula grazie alla quale è possibile destinare i risparmi periodici (mensili, trimestrali, semestrali e annuali) senza decidere una durata massima predefinita. Ci sono alcune sgr che hanno in corso sconti sui pac. Tra queste Robeco che si fa carico dei costi di apertura dei pac e dei costi periodici delle singole rate, di solito in capo all’investitore che quindi avrà l’azzeramento di tali costi. La promozione è valida su tutti i comparti della sicav Capital Growth commercializzati in Italia e dura fino al 31 marzo 2025 con possibilità di rinnovo automatico. Infine fino al 31 dicembre prossimo Euromobiliare Am, la sgr del gruppo Credem, azzera i diritti fissi per una selezione di fondi nell’ambito dell’iniziativa Free Pac. (riproduzione riservata)



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