Il 2025 del risparmio gestito italiano riparte con lo stesso canovaccio dello scorso anno: nel segno dei fondi obbligazionari. A gennaio Assogestioni, associazione di categoria dell’asset management tricolore presieduta da Carlo Trabattoni, ha censito una raccolta di 2,3 miliardi di euro: di questi più della metà (1,6 miliardi) fanno riferimento ai comparti a reddito fisso, e un altro miliardo riguarda invece i fondi monetari, che altro non sono se non strumenti investiti in bond a brevissima scadenza.
Se l’obbligazionario rimane la mosca bianca del risparmio gestito italiano, a zavorrare la raccolta ci sono i fondi azionari e quelli bilanciati, che a gennaio hanno subito riscatti rispettivamente per 363 e 565 milioni. Allo stato attuale, negli obbligazionari è allocato il 35% del patrimonio investito in fondi comuni, lasciando agli azionari il 32%.
A doppia velocità le gestioni di portafoglio. Quelle retail hanno iniziato l’anno in buono spolvero, con una raccolta di 850 milioni. Segno meno invece per le gestioni istituzionali, che hanno subito circa 480 milioni di riscatti dopo l’ottimo finale di 2024: a dicembre infatti in queste gestioni erano confluiti 7,1 miliardi.
A fine gennaio, calcola l’ufficio studi di Assogestioni, il patrimonio gestito dalle associate è salito a 2.530 miliardi dai 2.510 di fine dicembre. A supportare le masse, oltre alla raccolta, è stato un effetto performance positivo e pari a +0,75%. (riproduzione riservata)