Le quota di azioni nei portafogli degli italiani è del 10%. Questo significa che 10 mila euro investiti 30 anni fa oggi ne varrebbero 32.515. Non è male, certo: ma se si riuscisse a spingere gli investitori ad arrivare al 50% di azioni in portafoglio, l’allocazione considerata ottimale dalla teoria economica per chi si pone un obiettivo di crescita, quei 10 mila euro di 30 anni ne varrebbero oggi 90.400.
La vera sfida degli operatori del private banking, i cui portafogli hanno in media il 29% di equity, è aumentare sempre più la parte azionaria. Ma senza rinunciare a un’altra priorità degli italiani, in tutte le fasce di reddito e disponibilità economica: la protezione del proprio patrimonio.
Da queste premesse nasce la soluzione BG Stile Esclusivo di Banca Generali, «una suite del risparmio nonché la nostra prima multiramo con grande focus sui servizi di protezione e salute», spiega a MF-Milano Finanza il vicedirettore generale della banca private del Leone, Andrea Ragaini (presidente peraltro di Aipb, l’associazione di categoria del private banking).
Un prodotto che eredita parte del dna assicurativo delle Generali, azionista di maggioranza della società di risparmio gestito, ma cerca di declinarlo per una clientela diversa, più propensa al rischio dell’investimento azionario.
Per farlo, BG Stile Esclusivo si compone di varie parti. Quattro, per la precisione. La prima è finanziaria, «che ha a sua volta tre grossi blocchi», elenca Ragaini. «Primo, una Ramo I con obiettivo netto di rendimento del 2% per i primi due anni. Secondo, i fondi interni assicurativi in cui abbiamo portato le competenze dei team di gestione di Banca Generali. E infine i fondi esterni, circa 50, tutti nel primo-secondo quartile per performance degli ultimi cinque anni».
Il secondo braccio di questa suite è una componente di protezione assicurativa. «In caso di premorienza dell’assicurato, arriva una protezione causa morta», sottolinea il vice dg. «Gli eredi ricevono una maggiorazione fino al 50%, poi decrescente a seconda dell’età del decesso. Inoltre, è prevista una maggiorazione fino al 50% in caso di morte per infortunio». Gli eredi ricevono comunque, in ogni caso, «il valore massimo toccato dalla polizza». È questo elemento di protezione, specifica Ragaini, «che consente di inserire più azioni nei portafogli».
Il terzo elemento è quello dei servizi salute di Welion (società del gruppo Generali). Si va dal «consulto medico con centrale a disposizione 24 ore su 24 e sette giorni su sette», elenca Ragaini, «al teleconsulto specialistico: si può incontrare uno specialista in tutte e 33 le principali branche mediche». Si può inoltre avere accesso «a uno dei 13.000 punti Generali con priorità di intervento e sconti dal 15 al 35%». Chi ha un patrimonio da proteggere, questa è l’opinione del vice-dg, «vuole in primis proteggere la sua salute».
E per concludere, il quarto e ultimo elemento della suite di Banca Generali è quello dei servizi. Tra i principali, sottolinea Ragaini, c’è il «ribilanciamento automatico, che permette di passare dalla Ramo I allo Ramo III: quindi si può aumentare la componente azionaria del portafoglio». Insomma, un altro modo per rafforzare la parte di equity.
Un altro servizio è quello del «decumulo personalizzato: il cliente può decidere l’importo in euro che vuole avere come cedola/income nel corso dell’anno, per esempio per integrare la pensione, fare i regali di Natale ma non solo». Questo income, che viene prelevato dalla polizza, «è efficiente a livello fiscale, perché la fiscalità viene tutta spostata alla fine e non pagata volta per volta». E infine, conclude Ragaini, c’è il «riscatto programmato: gli assicurati possono passare l’eredità agli eredi non in unica soluzione, ma anche in rate che possono essere rimodulate». (riproduzione riservata)