Bcc Risparmio&Previdenza (R&P), società di gestione del gruppo Bcc Iccrea, apporva il piano strategico al 2028 con l’obiettivo di sfiorare i 50 miliardi di euro di masse. La base di partenza è incoraggiante: al termine del primo semestre le masse gestite e collocate sono arrivate quasi a 40 miliardi, anche grazie a una raccolta di 2,9 miliardi.
Quest’ultima si è concentrata «in particolare sui fondi di diritto italiano e sui Pir», spiega il direttore generale, Andrea Cecchini.
«Abbiamo realizzato una raccolta importante anche sul fondo pensione aperto, anche grazie al forte focus portato dalla recente riforma», sottolinea il manager, che stima «una crescita ancora più importante nel momento in cui fosse confermata la portabilità dei fondi pensione, visto che noi siamo il terzo fondo aperto per aderenti».
Ad aprile inoltre Bcc R&P è diventata «management company di due veicoli che abbiamo, una Sicav e una Icav, in Lussemburgo e Irlanda, per i quali operiamo come liberi prestatori di servizi dall’Italia. I comparti sono in delega a terzi, e noi manteniamo questo orientamento, ma ne esercitiamo direttamente la governance», evidenzia il dg.
Per quanto riguarda le direttrici del piano, «essere management company di una Sicav e una Icav ci permette di creare comparti», segnala Cecchini. «Ne abbiamo 25, vogliamo arrivare a 45-50. Questi saranno i mattoncini per costruire un’asset allocation strutturata, ai quali affiancheremo prodotti a soluzione ideali per il collocamento». Ad esempio, «abbiamo creato con Ubs un portafoglio garantito che protegge il capitale in caso di forte volatilità».
Il secondo pilastro strategico è la previdenza. «Abbiamo già circa 214 mila aderenti, vogliamo crescere con le adesioni collettive con la speranza di avere il boost della portabilità». Il terzo asse è lo sviluppo di servizi legati all’intelligenza artificiale: «Nel secondo semestre lanceremo un assistente virtuale per i consulenti, basato su un chatbot sui prodotti di gestito e finanziario Vita, che utilizzeremo anche per i temi di protezione e passaggio generazionale, oltre che di analisi e gestione dei profili dei clienti». E da ultimo, conclude il dg, «vorremmo fare sempre più sinergia tra wealth management e corporate: l’idea è avviare un servizio private per la fascia più alta di clientela». (riproduzione riservata)