Azimut chiude il primo semestre 2026 con un utile netto di 241,6 milioni di euro (dai 239,6 milioni dello stesso periodo 2025) e un utile netto ricorrente in crescita del 6% a 249 milioni. I ricavi sono stati di 781,1 milioni (+21% dai 645,6 milioni nei sei mesi 2025) e il reddito operativo di 353,5 milioni (291 milioni nel primo semestre 2025).
Nel solo secondo trimestre l’utile netto è stato di 116,3 milioni, il 5% in più del consenso degli analisti (110,8 milioni). I ricavi di 410,6 milioni, il 6% in più del consenso di 388 milioni e il reddito operativo di 189,2 milioni, +9% sul consenso di 174 milioni.
Sulla base della solida performance operativa registrata fino ad oggi e delle operazioni di M&A, il gruppo aggiorna al rialzo l’obiettivo fissato per il 2026 stimando, condizionatamente al closing dell’operazione di Yapi Kredi Portföy Yönetimi entro fine 2026, una raccolta netta totale di oltre 35 miliardi (dai precedenti 10 miliardi). Inoltre, Azimut conferma l’obiettivo di utile netto di 550 milioni, al netto di componenti straordinarie.
A seguito dell'autorizzazione rilasciata dall'assemblea degli azionisti il 23 aprile 2026, il cda ha deliberato oggi l'avvio della prima tranche del programma di riacquisto di azioni proprie per un importo complessivo pari a 250 milioni. L'avvio del programma è previsto per l'inizio di agosto 2026, con una durata di sei mesi. Questa tranche rappresenta la metà del totale autorizzato per il buyback. In seguito al pagamento di 284 milioni di dividendi avvenuto a maggio 2026, spiega la società, questo passaggio accelera l'esecuzione del quadro strategico di allocazione del capitale di Azimut, rafforzando l'impegno assunto nell'ambito del piano Elevate 2030 di distribuire agli azionisti circa il 25% della capitalizzazione di mercato del gruppo attraverso dividendi e riacquisti di azioni proprie con successivo annullamento delle stesse nel biennio 2026–2027.
«In Italia l’industria dell’asset management lo scorso anno è cresciuta con una raccolta netta di 38 miliardi, mentre la sola Azimut globalmente ne ha raccolti 32,5 miliardi. Nel 2026 miglioreremo il risultato puntando ad oltre 35 miliardi di euro di crescita grazie anche all’acquisizione in Turchia. Ci muoviamo così velocemente che in soli due anni passeremo da poco più di 100 miliardi a quasi 200 miliardi di masse in gestione entro la fine dell’anno», ha detto il presidente Pietro Giuliani il presidente Pietro Giuliani ricordando che da inizio anno la performance netta dei portafogli gestiti dal gruppo è di oltre il 4,7%.
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Gli ha fatto eco Giorgio Medda, ceo di Azimut: «Forte di una visibilità elevata sul resto dell’anno, l'eccezionale slancio commerciale, rafforzato da un M&A altamente mirato, ci consente di incrementare la nostra guidance di raccolta netta per il 2026 ad oltre 35 miliardi, pari a 3,5 volte le nostre aspettative iniziali per l'anno. Il pilastro di questa revisione al rialzo è l’acquisizione strategica di Yapi Kredi Portföy che, con l'integrazione in Azimut Portföy, dà vita a un leader di mercato turco da 29 miliardi di masse. Questa operazione rafforza il nostro posizionamento come secondo asset manager in Turchia, supportato da un accordo esclusivo di distribuzione della durata di 15 anni sulla rete di Yapi Kredi Bank e i suoi 18 milioni di clienti. Una volta perfezionata, l'operazione porterà la quota del nostro business internazionale a circa il 50% delle masse totali core e a circa il 30% degli utili attesi, un salto dimensionale notevole se confrontato con il 15% attuale e con il dato inferiore al 6% del 2019». (riproduzione riservata)
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