
Secondo gli stessi dati, a livello di singole reti, la parte del leone è appannaggio della galassia Intesa Sanpaolo che, con il dato di Fideuram Ispb (150,8 miliardi), sommato ai dati di Intesa Sanpaolo Private Banking (145,2 miliardi) e IW Private Investment (7,5 miliardi), arriva a superare i 303 miliardi di euro. Seguono FinecoBank con un patrimonio di 101,3 miliardi, Banca Mediolanum con poco più di 100 miliardi e Banca Generali con 87,75 miliardi. Sempre oltre la doppia cifra si trovano Allianz Bank FA, con 64,4 miliardi, Credem Euromobiliare Private Banking con 34,8 miliardi e Zurich Bank con 16 miliardi.
In un quadro più ampio la valorizzazione complessiva di strumenti finanziari, gestioni patrimoniali e prodotti assicurativi/previdenziali è pari a 631,1 miliardi di euro, risultato in crescita del 9,3% nel confronto con dicembre 2022 e rappresentativo dell’84,6% del patrimonio (+2% su dicembre 2022); la quota investita in prodotti del risparmio gestito si attesta a 471,4 miliardi di euro, con una crescita del 2,3% (il 63,2% del portafoglio; -2,8%) mentre la valorizzazione degli strumenti finanziari amministrati aumenta del 37,3% e si attesta a 159,7 miliardi di euro (il 21,4% del patrimonio; +4,7%). La liquidità scende a 115 miliardi (-5,5% rispetto a dicembre 2022), con un’incidenza in portafoglio pari al 15,4% (-2%).
“La gestione del risparmio degli italiani assistiti dalle Reti Associate sta dando risposte adeguate in un contesto ancora complesso. L’orientamento della consulenza finanziaria è sempre più allineato ad un approccio olistico e integrato, dove la programmazione degli investimenti e la diversificazione del portafoglio rappresentano fattori determinanti per
una corretta gestione dei risparmi” dichiara Massimo Doris, Presidente dell’Associazione.
Il valore degli OICR, sottoscritti direttamente, si attesta 202,7 miliardi di euro, con una crescita del 3,3% rispetto a fine 2022 e un’incidenza complessiva sul portafoglio che si attesta a 27,2% (-0,9p.p.). I fondi aperti di diritto estero rappresentano il 24% del portafoglio con 178,7 miliardi di euro mentre i prodotti di diritto italiano valgono 21,1
miliardi (2,8% del portafoglio). La valorizzazione delle gestioni individuali è pari a 76,2 miliardi (+4,6%) e rappresenta il 10,2% del portafoglio (-0,2p.p.); la dinamica di crescita risulta più marcata per le Gpm (+7%) il cui valore (37,8 miliardi) si avvicina ulteriormente a quello delle Gpf (38,4 miliardi). In controtendenza il comparto assicurativo: le masse complessive scendono a 175,4 miliardi di euro (-0,3%), con un’incidenza in portafoglio in calo al 23,5% (-1,7p.p.). La flessione coinvolge in particolare i prodotti vita tradizionali (-7,3%) e solo più marginalmente i prodotti multiramo (-0,8%), mentre le unit linked aumentano del 3,5%. Crescono anche i prodotti prettamente previdenziali (+7,9%) e raggiungono i 17 miliardi.
Il contributo complessivo delle Reti al patrimonio investito in OICR aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, è quindi, ora, pari a 384,9 miliardi di euro, con un’incidenza che si conferma a 35,2% sul patrimonio totale investito in fondi (patrimonio gestito pari a 1.094,1 miliardi di euro – dato provvisorio). A fine 2022 l’incidenza era pari al 34,8%.
Nei primi nove mesi dell’anno, sotto la spinta dei volumi di raccolta, raddoppia il patrimonio investito in titoli di Stato (+95,2%), ora pari a 52,4 miliardi di euro e con un’incidenza del 7%. Crescono anche le altre tipologie di strumenti finanziari; in particolare le obbligazioni corporate (+34,3%), pari a 27,4 miliardi di euro, ed i titoli azionari (+10,1%), con una valorizzazione di 50,5 miliardi.