Il 2025 è stato un altro anno d'oro per l'attività delle reti di consulenti finanziari che hanno messo a segno una raccolta netta in forte crescita grazie al buon andamento dei mercati che è tornato a spingere il risparmio gestito. I dati Assoreti di fine novembre segnalano che il bilancio negli 11 mesi è positivo per 53,9 miliardi di euro con una crescita del 19% sul 2024 che a sua volta aveva registrato un saldo di 45,3 miliardi, +18,8% nel confronto con lo stesso periodo 2023.
La classifica per società vede sul podio Fideuram con flussi netti negli 11 mesi per oltre 9,4 miliardi, tallonata da Fineco con 8,7 miliardi. Segue poi Banca Mediolanum con 8,4 miliardi, Allianz Bank con 6,1 miliardi, Banca Generali con 5,3 miliardi e Mediobanca Premier con 4 miliardi.
Anche il penultimo mese dell’anno si è rivelato solido, nel segno di azioni singole e fondi obbligazionari. Questa la santa alleanza della raccolta secondo quanto fotografato dall’associazione di categoria presieduta da Massimo Doris.
Nel corso del mese, gli afflussi sono stati pari a 6,4 miliardi di euro, la seconda miglior raccolta mensile di sempre. A trainarli sono stati i fondi obbligazionari (elemento in comune con i dati comunicati da Assogestioni) con 1,4 miliardi, insieme alle azioni singole – che ricadono sotto il cappello del risparmio amministrato – che hanno portato quasi 950 milioni. Perfino più degli Etf, fermi a 380 milioni. Importante poi il contributo delle polizze, in attivo per 960 milioni, con le unit linked vicine ai 790.
Guardando all’asset mix, le risorse nette destinate ai prodotti del risparmio gestito, con un valore complessivo pari a circa 3,4 miliardi di euro, sono risultate in crescita annua del 25% dietro la spinta, in particolare, di un maggiore interesse per i fondi comuni.
Il comparto amministrato (che include le azioni, ma anche Etf e titoli di Stato) segna invece una crescita su base annuale del 39%, con 3 miliardi di euro. Nello specifico, la raccolta netta in strumenti finanziari raggiunge 1,4 miliardi, mentre la liquidità cresce di 1,6 miliardi.
Un aumento della raccolta che passa in diversi casi dal reclutamento e quindi dall'ampliamento della rete. Guardando difatti il saldo tra entrate e uscite di banker, emerge che la crescita del numero di consulenti nel corso del 2025 nelle varie strutture associate ad Assoreti è stata per quasi tutti gli operatori positiva (tabella in pagina). A partire da Mediobanca Premier, nata a inizio 2024 dalla trasformazione della ex CheBanca e poi confluita quest’anno nel gruppo Mps dopo l’ops su Mediobanca.
Dalle statistiche mensili di Assoreti risulta che dai 1.152 consulenti di dicembre 2024 il network guidato dal direttore generale Lorenzo Bassani (che comprende la rete dei financial advisor guidata da Duccio Marconi e la rete di banker abilitati all’offerta fuori sede guidata da Gianluca Talato) è salito a quota 1.211 a novembre, con un aumento del 5,1%, ovvero in valore assoluto 59 consulenti in più.
Al secondo posto c'è Intesa Sanpaolo Private Banking che a novembre aveva 1.165 banker, +4,5% da fine 2024 (+50 unità). Zurich Italy Bank è invece terza per incremento, +3,8% a 1.100 banker (+40). Da rilevare, infine, la variazione leggermente negativa di Finint Private Bank, con un consulente in meno rispetto a fine 2024 (187 a novembre).
Tra chi ha aumentato di più la rete in valore assoluto ci sono invece Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking (+171 a 5.803 unità inclusi i 522 consulenti di Iw Private Sim che la banca ha inglobato nei mesi scorsi), Banca Mediolanum (+153 a 4.563 unità) e Finecobank (+72 a 3.074).
Il reclutamento dei banker rappresenta una voce rilevante del bilancio delle reti, che tra l’altro attirano sempre più spesso dalle banche consulenti pronti a sposare la libera professione. I super-portafogli da100 milioni di euro e più possono essere pagati anche il 3-4%. E spesso per legare a sé i professionisti più importanti, le società propongono un accordo di fidelizzazione in base al quale una parte delle commissioni sono dilazionate. (riproduzione riservata)