Gli Etf non sono più un tabù neanche per le reti di consulenza tradizionali e a testimoniarlo sono i dati di gennaio di Assoreti, associazione di categoria presieduta da Massimo Doris (Banca Mediolanum). Su 3,9 miliardi di euro di raccolta complessiva, gli Etp (macro-categoria che include anche prodotti su commodity fisiche e criptovalute) hanno portato alle reti 715 milioni, contro i quasi 600 dei fondi comuni.
Guardando solo a questi ultimi, il flusso ha coinvolto prevalentemente le gestioni collettive di diritto estero, con risorse complessive pari a 509 milioni, mentre il bilancio dei fondi aperti di diritto italiano è positivo per 44 milioni.
A gennaio il contributo complessivo delle associate al sistema dei fondi aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, è stato positivo per circa 1,4 miliardi, rappresentando il 42,7% dei volumi netti complessivi censiti da Assogestioni (3,2 miliardi).
Per quanto riguarda la parte amministrata del portafoglio, invece, su 950 milioni totali le azioni hanno raccolto oltre 333 milioni. Bene anche, oltre agli Etf, i certificati (239) e i bond corporate (172 milioni).
Risulta invece negativo il saldo delle movimentazioni che coinvolgono i titoli di Stato (-446 milioni) e gli strumenti del mercato monetario (-148 milioni). Insomma, gli italiani serviti dai consulenti, con i tassi al ribasso, si sono spostati sempre più dai Btp agli strumenti con rendimenti attesi più elevati. Bisognerà ora capire quale sarà l’impatto del nuovo Btp Valore (che verrà conteggiato nella raccolta di marzo), così come quello delle pressioni innescate sul mercato obbligazionario dalla guerra in Medio Oriente, che sta facendo abbassare i prezzi e quindi alzare i rendimenti dei titoli.
Infine, degno di nota il saldo della liquidità, positivo per 1,4 miliardi. Una liquidità che però non significa automaticamente disinvestimento, come segnala il segretario generale di Assoreti, Marco Tofanelli: «L’aumento delle disponibilità liquide nei portafogli va letto come una fase fisiologica di gestione e riallocazione, nella quale la consulenza assume un ruolo sempre più strategico».
La crescita della raccolta «in un contesto di mercato che continua a presentare dinamiche in movimento», prosegue, «indica che i risparmiatori stanno consolidando un approccio più strutturato e orientato a soluzioni diversificate, in linea con i loro obiettivi di medio-lungo periodo». (riproduzione riservata)