
L'intervento normativo, che dovrà essere approvato nei prossimi mesi dal Parlamento e dal Consiglio europeo, cambia, integra ed espande ulteriormente i contenuti della Mifid I (2007) e della Mifid II (2018), e andrà a impattare l’industria della produzione e distribuzione dei prodotti di risparmio gestito, sotto l’aspetto sia pratico che delle opportunità di business. Circa quali potranno essere gli impatti però c'è ancora incertezza, in particolare per quanto riguarda le implicazioni organizzative e operative sui modelli di business di produttori, distributori e consulenti finanziari. Che si troveranno alle prese con l’introduzione di elementi innovativi da seguire, come il best interest test delle proposte di consulenza finanziaria e il value for money test che dovrà essere seguito dalle fabbriche nella predisposizione dei nuovi prodotti di investimento e di investimento-assicurativi, dalla trasparenza ai concetti di appropriatezza e adeguatezza, al marketing fino alla formazione.
Proprio su questi temi si sono esercitati Maurizio Primanni e Massimo Scolari, due esperti di lungo corso della consulenza finanziaria, in un volume da venerdì prossimo in libreria dal titolo “La nuova consulenza finanziaria/Le Implicazioni operative e le opportunità di business apportate dalla Retail Investment Strategy (Guerini Next, 2023, pagg. 224): un vademecum che si rivolge ai consulenti finanziari, ai gestori bancari, agli agenti assicurativi e agli asset manager dei settori bancario, assicurativo e del risparmio gestito con l'obiettivo di illustrare come sfruttare al meglio il nuovo pacchetto di norme (ciascun capitolo è arricchito da una riflessione sulle implicazioni operative e di business di ciascuna delle sezioni della nuova normativa).
“La nuova normativa – afferma Maurizio Primani, fondatore e presidente del Gruppo Excellence, specializzato nella consulenza manageriale, nelle applicazioni di intelligenza artificiale e nell’innovazione digitale – farà crescere in Europa l’intera industria del risparmio gestito, contribuirà ad aumentare il livello di maturità finanziaria dei clienti, da ultimo migliorerà il profilo di competenza e professionalità dei consulenti finanziari, che dovranno realizzare un percorso formativo obbligatorio annuale. Abbiamo voluto offrire uno strumento operativo, pratico e pragmatico, affinché tutti gli attori coinvolti si attrezzino fin da subito per la gestione delle nuove regole. Crediamo che esse, seppur non definitive e soggette all’approvazione del Consiglio e del Parlamento EU, tuttavia abbiano il potenziale per rappresentare un salto di paradigma nel modello di business del wealth management: dall’introduzione del best interest test nella consulenza finanziaria, al rafforzamento dei criteri di trasparenza, ambito in cui si sentono i rimandi alla normativa di Mifid 2 e che include nuovi obblighi per l’industria laddove prevede che il consulente fornisca non solo il prodotto più conveniente in termini di costo, ma anche escluda quegli elementi accessori che non sono necessari per raggiungere il risultato migliore per il cliente e che lo rendono conseguentemente più caro.”
"Abbiamo deciso di scrivere questo saggio perché riteniamo che la Retail Investment Strategy possa rappresentare oltre che una svolta epocale dal punto di vista normativo, con l’introduzione di nuovi e fondamentali elementi non previsti nella MiFID II, come il «Best Interest» del cliente oppure il «Value for Money», anche una straordinaria opportunità per gli operatori del settore più lungimiranti per rafforzare ulteriormente i loro modelli di business e prepararli a vincere le sfide del futuro", dichiara Massimo Scolari, presidente di Ascofind, Associazione per la consulenza finanziaria indipendente.