A fine giugno il patrimonio affidato alle reti di consulenza sale a 943 miliardi, in crescita del 2,8% rispetto a marzo: un numero che, a detta del presidente di Assoreti Massimo Doris, conferma la solidità dell'industria italiana. Il dato rappresenta non solo un nuovo record ma evidenzia anche un sostanziale equilibrio tra il contributo derivante dalla raccolta netta (+1,5%) realizzata nel corso del secondo trimestre, e l'effetto mercato per lo stesso periodo (+1,3%).
Secondo i dati diffusi da Assoreti, la valorizzazione complessiva della componente finanziaria, assicurativa e previdenziale del portafoglio si attesta a 811 miliardi di euro (+3,5% t/t) e risulta pari all'86% del patrimonio totale. Nello specifico, 582 miliardi si riferiscono ai prodotti del risparmio gestito (62% delle masse, +0,2% t/t), mentre il 24,3% (+0,3pp t/t), pari a 229 miliardi, è investito in strumenti finanziari amministrati. La liquidità scende a poco meno di 132 miliardi, con un'incidenza che si attesta al 14% (-0,5pp t/t).
La quota del portafoglio coperta dal servizio di consulenza con fee specifica aumenta del 5% su base trimestrale superando i 141 miliardi di euro, pari al 15% del patrimonio totale.
La componente di risparmio gestito al 30 giugno 2025 fa segnare una crescita del 3,2% su base sequenziale. In particolare il valore degli Oicr, sottoscritti direttamente, si attesta a 259 miliardi di euro (+3,6% t/t) con un'incidenza complessiva sul portafoglio al 27,5% (+0,3% t/t). I fondi azionari rappresentano il 10,1% del patrimonio con 95 miliardi di euro; seguono gli obbligazionari con 81 miliardi, con una quota dell'8,6%; e i fondi flessibili, che valgono circa 41 miliardi. La valorizzazione delle gestioni individuali aumenta del 2,9% t/t e si attesta a 95 miliardi di euro, equamente ripartiti tra Gpf (Gestione Patrimoniale in Fondi, ndr) e Gpm (Gestione Patrimoniale Mobiliare, ndr) e con l'incidenza in portafoglio che si conferma al 10,1%. Ancora, il comparto assicurativo rappresenta il 21,9% del portafoglio, con 206 miliardi di euro (+2,7% t/t); crescono anche i prodotti previdenziali (+3,8% t/t) che valgono quindi 21 miliardi. Infine, il contributo complessivo delle reti al patrimonio investito in Oicr aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, raggiunge quindi i 479 miliardi di euro. L'incidenza sul patrimonio di sistema (1.281 miliardi di euro, ma è un dato provvisorio) si attesta, quindi, al 37,4% contro il 36,6% di fine marzo.
Sul fronte del risparmio amministrato, gli strumenti raggiungono al 30 giugno una valorizzazione complessiva di 229 miliardi di euro; di questi, poco più di 83 miliardi sono investiti in titoli di Stato (8,8% del patrimonio) e 67 miliardi in titoli azionari (7,1%). Il crescente gradimento nei confronti degli exchange traded product, e nello specifico degli Etf, ne determina un incremento patrimoniale del 10,4% t/t; le masse totali valgono così i 20 miliardi di euro, rappresentando il 2,1% del portafoglio.
"Tra aprile e giugno", chiosa il presidente dell'associazione Massimo Doris, "la raccolta netta ha superato i 10 miliardi per i prodotti del gestito ed è risultata pari a quasi 5 miliardi per gli strumenti amministrati, mentre la liquidità è diminuita, evidenziando un chiaro orientamento verso investimenti attivi. Questo approccio porta le nostre associate a un nuovo record di patrimonio, confermando la capacità di guidare i clienti nella gestione efficace e sicura dei risparmi".