Non di sola previdenza complementare collettiva vive il sistema pensionistico italiano ed europeo. Rilevanza particolare ha infatti anche la previdenza integrativa su base individuale soprattutto per la vasta platea dei lavoratori autonomi ed i liberi professionisti. Come spiega Renato Antonini, amministratore delegato di Zurich Investments Life.
Domanda. La Covip ha più volte sottolineato la necessità di un maggiore livello di inclusione previdenziale dei giovani e delle donne. Avete qualche iniziativa rivolta a queste categorie?
Risposta. Sia Inps che Covip continuano giustamente a sottolineare che sono i giovani e le donne, le cui carriere sono le più discontinue e mutevoli, ad avere le contribuzioni più frammentate. In particolare, le donne percepiscono redditi pensionistici inferiori a quelli dei colleghi: sono il 52% dei pensionati ma hanno solo il 44% dei redditi pensionistici. In generale, è fondamentale per noi far comprendere la natura particolare delle diverse forme pensionistiche e la necessità di un'opportuna ed efficace pianificazione previdenziale per colmare il divario tra l'ultimo stipendio e la pensione pubblica.
D. Quali sono le principali barriere all'ingresso nei confronti della previdenza complementare per il risparmiatore italiano?
R. Secondo i dati Covip, a fine 2023 solo 9,6 milioni di italiani hanno aderito a una forma di previdenza complementare; a fine 2022, il tasso di copertura della forza lavoro era pari a circa il 36%: poco più di un lavoratore su tre aveva sottoscritto una forma di previdenza complementare. Rimane quindi molto alto il numero di persone che ancora non pianifica il proprio futuro pensionistico in modo adeguato. A mio avviso, sono diverse le motivazioni di questa scarsa adesione alle diverse forme previdenziali. Innanzitutto, si ritiene di non potersi permettere economicamente il versamento dei contributi ai fondi pensione. Senza nascondere le oggettive difficoltà in cui versano molte famiglie italiane, faccio notare l'enorme fetta della ricchezza delle famiglie italiane lasciata a perdere valore nei conti correnti, 1.633 miliardi di euro nel 2022, secondo la rilevazione congiunta Banca d'Italia-Istat inoltre, per la gran parte dei lavoratori dipendenti, vi è la possibilità di utilizzare l'accantonamento del tfr insieme al contributo del datore di lavoro come fonte contributiva. Un'altra motivazione dietro ai livelli di adesione attuali è la scarsa fiducia negli strumenti offerti dalla previdenza complementare, nonostante le numerose tutele riservate al risparmio previdenziale dalla normativa.
D. Ci sono motivazioni specifiche per i giovani?
R. I giovani ritengono prematuro pensare alla cosiddetta pensione di scorta. In realtà, sono e saranno proprio loro i più colpiti da due fenomeni che ne eroderanno sempre di più la futura pensione pubblica: l'invecchiamento della popolazione per cui aumenteranno gli anziani a cui sarà pagata la pensione da un numero inferiore di giovani attivi, e la presenza di un'alta percentuale di lavoratori precari che non riescono a contribuire in modo continuo.
D. In generale esistono ulteriori fattori che non facilitano lo sviluppo della previdenza complementare in Italia?
R. Citerei la volontà di lasciare il tfr in azienda, la percezione che la scelta di aderire a un fondo pensione sia irreversibile, la preferenza per investimenti alternativi con finalità pensionistiche, senza i benefici della previdenza complementare. Tutte queste barriere all'ingresso, però, sono accomunate da un unico fil rouge: la mancanza di una corretta conoscenza dei benefici e delle opportunità offerte dal risparmio previdenziale. È sempre più urgente, quindi, impegnarsi per un'azione efficace di educazione finanziaria e previdenziale.
D. Per incentivare una maggiore diffusione dei fondi pensione/pip potrebbe essere utile, compatibilmente con il vincolo di bilancio pubblico, rivedere in senso migliorativo i vantaggi ad oggi previsti?
R. Ricordo che le diverse forme di previdenza complementare godono di specifici benefici fiscali in tutte e tre le fasi di vita di un fondo pensione: versamento dei contributi, accumulo delle risorse, erogazione della prestazione. I vantaggi fiscali, quindi, sono sicuramente una leva importante nella proposizione della previdenza complementare. Credo che, in considerazione della funzione sociale svolta dalla previdenza complementare, sia necessario ampliare tali benefici fiscali; penso però che sia anche opportuno aumentare la flessibilità in termini di diversificazione degli investimenti finanziari sottostanti alle diverse forme di previdenza complementare, in modo da rendere sempre più appetibile il risparmio previdenziale.
D. La Commissione europea ha introdotto negli anni scorsi un nuovo attore nella previdenza individuale, il Pepp, fondo pensione paneuropeo, che al momento però non è ancora decollato. Perchè?
R. Partiamo dai dati di fatto. A cinque anni dall'emanazione del Regolamento europeo che istituiva il Pepp, ovvero il prodotto pensionistico individuale paneuropeo, il bilancio è davvero deludente: un solo fornitore, Finax, che ha un Pepp disponibile in soli quattro Stati membri dell'Ue per un patrimonio complessivo di circa 11 milioni di euro in gestione. I motivi di tale insuccesso sono molteplici: la lunga lista di requisiti legali europei per istituire un Pepp, ad esempio, o il fatto che gli Stati membri abbiano strutture industriali e sistemi di agevolazioni fiscali molto diversi tra loro; per di più non è possibile utilizzare il Tfr, aspetto peculiare dell'Italia, come fonte contributiva del Pepp. Non ritengo che tali limiti siano facilmente superabili, quindi sono piuttosto scettico circa le prospettive di sviluppo dei Pepp. Come Zurich, ci impegneremo sempre di più ad arricchire la nostra offerta previdenziale.
D. Che prodotti proponete?
R. Nell'ambito previdenziale, l'offerta di Zurich è composta da tre diverse soluzioni. Offriamo un piano individuale pensionistico, o pip, Programma Pensione, a cui possono aderire individualmente tutti indipendentemente dalla specifica situazione lavorativa; ad esso si aggiungono poi due fondi pensione aperti Zurich Contribution, offerto tramite i nostri agenti, e Zed Omnifund, distribuito sia dai consulenti finanziari di Zurich Bank sia da altri partner della compagnia, che permettono al lavoratore di aderire sia su base individuale sia su base collettiva. (riproduzione riservata)