Porsche prepara l’addio alla Taycan elettrica. La casa di Stoccarda avrebbe deciso di interrompere entro il 2030 la produzione della sua prima auto full electric, lanciata nel 2019 come simbolo della svolta a batteria del marchio. La scelta arriva dopo il forte calo delle vendite del modello ed è un altro evidente segnale del ripensamento della strategia elettrica del costruttore tedesco.
A riportarlo è la stampa tedesca, citando un’indiscrezione della WirtschaftsWoche. Secondo il magazine, tra il consiglio di amministrazione di Porsche e il comitato aziendale esisterebbe già un accordo per portare gradualmente a termine la produzione della Taycan entro la fine del decennio, anche se l’intesa non sarebbe stata ancora formalizzata per iscritto.
Il futuro della Taycan era da tempo al centro delle discussioni interne. La produzione nello stabilimento principale di Stoccarda-Zuffenhausen soffre infatti di un basso utilizzo della capacità produttiva. Tra le ipotesi prese in considerazione c’era inizialmente il trasferimento del modello nello stabilimento Porsche di Lipsia, mentre sarebbe stata valutata anche una cessazione della produzione in tempi più rapidi.
Alla fine avrebbe prevalso una soluzione intermedia: niente trasferimento e niente stop immediato. La Taycan dovrebbe continuare a essere costruita a Stoccarda fino al 2030, quando il modello uscirebbe definitivamente di produzione.
Dietro la decisione ci sono soprattutto i numeri, impietosi. Presentata nel 2019, la Taycan era diventata il manifesto tecnologico della transizione elettrica di Porsche e inizialmente aveva ottenuto un buon riscontro commerciale. Negli ultimi anni, però, la domanda si è ridimensionata drasticamente.
Dalle quasi 41 mila vetture consegnate nel 2023, le vendite sono scese a circa 16 mila unità nel 2025. La frenata è proseguita nel 2026: nel primo semestre Porsche ha consegnato poco più di 6 mila Taycan. Questi numeri rendono sempre più difficile sostenere una capacità produttiva progettata quando le prospettive dell’elettrico apparivano decisamente più robuste.
Il possibile pensionamento della Taycan si inserisce in una revisione ben più ampia della strategia di Porsche. Nel 2022 la casa tedesca puntava ad arrivare entro il 2030 a una quota di vetture completamente elettriche pari all’80% delle vendite. Il rallentamento della domanda e le difficoltà incontrate soprattutto in Cina hanno successivamente spinto il gruppo a rendere molto più flessibile questa tabella di marcia. Nel 2024 Porsche aveva ampliato la propria gamma elettrica con la seconda generazione della Macan, proposta inizialmente esclusivamente a batteria. Anche su questo fronte, però, il gruppo ha corretto la rotta e ha deciso di sviluppare nuovamente un Suv con motore a combustione destinato ad affiancare l’offerta elettrica.
La svolta arriva mentre Porsche sta affrontando una fase particolarmente delicata, tra pressione sui margini, debolezza del mercato cinese e necessità di ridurre i costi. Il gruppo ha avviato un ampio programma di risparmi che prevede migliaia di uscite nei prossimi anni. L’addio programmato alla Taycan, modello che più di ogni altro aveva rappresentato le ambizioni elettriche del marchio, diventa il simbolo della nuova strategia: meno scommesse su una transizione esclusivamente a batteria e ritorno a una maggiore flessibilità tra elettrico e motori tradizionali. (riproduzione riservata)