La crisi dell’automotive tedesco continua a colpire anche il lusso. Porsche.ha chiuso il primo semestre con consegne mondiali in calo del 16%, scese a 122.306 vetture, il livello più basso degli ultimi sei anni. Dopo i segnali di debolezza emersi nei mesi scorsi, i dati confermano le difficoltà del marchio luxury del gruppo Volkswagen, penalizzato soprattutto dalla frenata della domanda in Cina e Nord America e dal rallentamento della transizione verso l’elettrico.
Il mercato nordamericano si conferma il primo sbocco commerciale del costruttore, con 37.712 auto consegnate, ma registra comunque una flessione del 13%. Secondo Porsche, oltre ai dazi il calo è dovuto soprattutto alla scadenza degli incentivi fiscali per i veicoli elettrici e ibridi negli Stati Uniti e all’uscita di produzione delle versioni con motore termico della 718.
Ancora più pesante la situazione in Cina, dove le consegne sono crollate del 32% a 14.501 unità. Il gruppo attribuisce la flessione al difficile contesto di mercato e alla strategia orientata a privilegiare la redditività rispetto ai volumi, evitando sconti aggressivi per sostenere le vendite. Anche Europa e Germania chiudono in territorio negativo: nel Vecchio Continente, esclusa la Germania, le consegne sono diminuite del 14% a 30.278 vetture, mentre il mercato domestico ha registrato un calo più contenuto del 6%, a 14.938 unità.
Tra i modelli, la Cayenne si conferma la Porsche più venduta con 38.141 consegne, in calo del 9%, mentre da fine giugno sono iniziate le prime consegne della nuova Cayenne Electric. In controtendenza la 911, che continua a rappresentare il punto di forza del marchio: le consegne sono aumentate del 19% a 30.534 esemplari grazie alla forte domanda e all’arrivo delle nuove varianti introdotte nel corso dello scorso anno.
Segno meno anche per la Macan, che ha totalizzato 35.315 consegne (-22%). Di queste, 19.695 riguardano la versione con motore termico, ancora commercializzata nella maggior parte dei mercati extra-Ue, mentre la Macan Electric si è fermata a 15.620 unità. Porsche indica tra le cause del calo il rallentamento della domanda di auto elettriche, il confronto con un 2025 particolarmente forte e la fine degli incentivi negli Stati Uniti.
Peggiora anche la situazione della Panamera, le cui consegne sono diminuite del 38% a 9.308 unità, soprattutto per un temporaneo vuoto di gamma sul mercato cinese, colmato solo ad aprile con il lancio della versione Panamera Pure dedicata al Paese asiatico. Crollano infine le sportive 718 Boxster e Cayman (-73% a 2.789 vetture), dopo la fine della produzione nell’ottobre 2025, mentre la Taycan arretra del 25% a 6.219 consegne.
«Con circa 122 mila consegne nel primo semestre siamo al di sotto dello scorso anno, ma in linea con le nostre aspettative», ha dichiarato Matthias Becker, membro del consiglio di amministrazione responsabile delle vendite e del marketing di Porsche. Il manager ha aggiunto che il gruppo continuerà ad adeguare l’offerta alla domanda e fornirà maggiori dettagli sulla Strategia 2035 in occasione del Capital Markets Day previsto per l’autunno. (riproduzione riservata)