Porsche torna a migliorare la redditività nonostante il forte calo delle vendite e conferma gli obiettivi per il 2026. La casa automobilistica di Stoccarda ha chiuso il primo semestre con un utile operativo in crescita del 33,9% a 1,35 miliardi di euro, mentre il margine operativo è risalito al 7,8% dal 5,5% dello stesso periodo del 2025. Il risultato è stato ottenuto grazie alla rigorosa disciplina sui costi applicata dal gruppo, ma anche alla nuova strategia che privilegia il valore rispetto ai volumi e a un mix di prodotto più redditizio.
I ricavi sono però scesi del 5,1% a 17,23 miliardi, una flessione decisamente più contenuta rispetto a quella delle consegne, calate del 16,5% a 122.306 vetture. Anche la quota di modelli elettrici a batteria è arretrata, passando dal 23,5% al 19,4% del totale delle consegne.
Uno degli elementi più positivi del semestre è il deciso miglioramento della generazione di cassa. Il flusso di cassa netto della divisione Automotive è salito a 1,02 miliardi, contro i 394 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Il datp è agevolato dall’aumento della liquidità generata dalle attività operative, da una gestione più rigorosa del capitale circolante ma anche da minori investimenti. La liquidità netta della divisione Automotive è quindi salita a 7,3 miliardi. Il margine ebitda della divisione è migliorato al 18,3%, dal 16% di un anno prima.
Nei primi sei mesi dell’anno il gruppo ha sostenuto costi netti per circa 100 milioni legati alla riorganizzazione in corso. L’impatto è decisamente inferiore agli 800 milioni registrati un anno fa grazie al rilascio di accantonamenti per circa 300 milioni dopo accordi raggiunti con alcuni fornitori legati alla revisione della strategia di prodotto. L’ad Michael Leiters ha sottolineato che il piano di rilancio, denominato Future Package, è un tassello fondamentale per rendere Porsche «più competitiva, efficiente e resiliente» nel lungo periodo, pur riconoscendo che «resta ancora molto lavoro da fare».
La ristrutturazione continuerà comunque a pesare sui conti. Porsche prevede ulteriori oneri nell’ordine di diverse centinaia di milioni di euro nella seconda metà del 2026 e anche nel 2027, legati all’attuazione del Future Package e alla riorganizzazione della struttura aziendale, che prevede fino a 9 mila tagli.
Nel frattempo la casa tedesca sta implementando la nuova strategia industriale denominata «Sportwagenschmiede 35», che punta a rafforzare redditività, generazione di cassa e resilienza concentrando l’azienda sul core business delle auto sportive. Nell'ambito della semplificazione organizzativa Porsche ha già ridotto da otto a sette le divisioni del consiglio di amministrazione, integrando la funzione Car-IT nella ricerca e sviluppo.
Nonostante le difficoltà del mercato automobilistico e le incertezze geopolitiche, Porsche ha confermato le previsioni per l’intero 2026. Il gruppo continua ad attendersi ricavi compresi tra 35 e 36 miliardi di euro, un margine operativo tra il 5,5% e il 7,5%, un margine di cassa della divisione Automotive tra il 3% e il 5%, un margine ebitda tra il 15% e il 17% e una quota di veicoli elettrici a batteria compresa tra il 24% e il 26%. (riproduzione riservata)