
Pensare a un'interazione cliente-banca-consulente è lecito o è pura fantasia? Quali le modalità d'uso e quali i potenziali utenti? Quali eventuali minacce o opportunità per i consulenti finanziari?
Per rispondere a questi interrogativi FINER Finance Explorer ha condotto per EFPA Italia una ricerca che ha coinvolto 5.570 professionisti (consulenti finanziari e private banker) e 9.710 investitori finali (affluent, upper affluent e private).
Il Metaverso attrae le nuove generazioni di clienti offrendo opportunità di crescita che il mondo reale, limitato dalle disponibilità di risorse, non può più permettersi: per chi è nato tra il 1980 e il 2005, ne prefigura un utilizzo come luogo possibile dove fare acquisti, interagendo con la propria identità digitale.
La ricchezza in Italia è però ancora saldamente nelle mani dei boomers (nati tra il 1940 e il 1964) ed è quindi fondamentale comprendere che le opportunità nel prossimo futuro vadano colte sia per difendere le proprie quote di mercato che per attrarre le nuove generazioni. L'età media dei clienti private e HNWI in Italia è di 70 anni e non accenna a diminuire; oltre il 60% degli individui più abbienti deve la sua ricchezza a un'attività imprenditoriale familiare mediamente giunta alla quarta generazione.
Ad oggi solo il 22% degli investitori finali sa cosa è il Metaverso: tra questi i più informati sono i clienti private (27%) e i 40enni (34%). La conoscenza deriva per lo più da un'esperienza d'uso in settori non legati al mondo della finanza: intrattenimento (33%), gaming (29%), educazione (19%).
La prefigurazione d'uso del Metaverso nell'ambito della finanza varia per generazione sia tra i professionisti che tra i loro clienti. Tra i consulenti finanziari e private banker il 41% dei 40enni ritiene che sarà un canale di possibile interazione con i clienti, i clienti 40enni convergono su questa prospettiva nel 37% dei casi
Unanime - sia tra i clienti (85%) che tra i professionisti (89%) - la convinzione che oggi la consulenza finanziaria si debba basare esclusivamente su interazioni personali reali e non mediate da piattaforme digitali. Tuttavia il 64% dei professionisti e il 66% dei clienti è interessato ad approfondire l'argomento prefigurandone un uso informativo e formativo in ambito finanziario.
Il clamoroso tonfo di Meta che ha perso in poche settimane il 75% del suo valore di borsa e che lascerà a casa oltre 11.000 dipendenti è un chiaro segnale che le relazioni personali non possono essere sostituite da un avatar.
Leggi l'articolo completo, a cura di Nicola Ronchetti (Founder e ceo Finer Finance Explorer) nell'inserto Consulenti Finanziari presente nel numero di Milano Finanza in edicola da sabato 26 novembre.