Negli ultimi anni chi ha investito nei mercati quotati ha vissuto un'esperienza altalenante, ricca di alti e bassi. Al contrario, a nostro avviso, sono i mercati privati a meritare attenzione, in particolare il settore del private equity. Guardando più da vicino questa asset class, si nota come il viaggio sia stato decisamente più lineare e meno accidentato rispetto ai mercati quotati.
Storicamente, le annate in cui il private equity ha realizzato le performance migliori coincidono con periodi di incertezza e di instabilità, simili a quelli che stiamo vivendo attualmente. Questo ci porta a credere che il 2024 si prospetti come un'annata particolarmente promettente per gli investimenti in questa asset class. Esiste, però, un aspetto che non può essere trascurato: le opportunità di generare liquidità per i fondi di private equity sono attualmente limitate.
Questo scenario è dovuto in gran parte alla riduzione dell'accesso alle ipo e a un contesto di fusioni e acquisizioni più complesso e oneroso. Tuttavia, è proprio in questo contesto che si celano delle opportunità uniche per i co-investitori di private equity specializzati e meglio capitalizzati, in quanto si trovano in una posizione privilegiata per intervenire, offrendo il capitale necessario ai gestori di fondi di private equity in cerca di nuove risorse.
In un contesto in cui l'accesso ai capitali emerge come l'obiettivo primario, le piattaforme di co-investimenti di private equity, simili alla nostra, hanno assunto un ruolo di primo piano nel fornire capitale azionario essenziale ai general partner (GP), affinché possano completare con successo le loro operazioni. Disponibilità continua di capitali per co-investimenti che diventa fondamentale per i GP per affrontare con efficacia e in modo opportunistico i vari cicli o le dislocazioni nei mercati.
Come già accennato, le tradizionali vie di exit per le aziende controllate dai fondi di private equity stanno diventando sempre più limitate. I limited partner (LP) si trovano quindi a sperimentare periodi di investimento più lunghi, con un calo degli afflussi netti e, nella peggiore delle ipotesi, a flussi netti in uscita dai loro portafogli di private equity.
Il mercato secondario si è rivelato una delle poche vie disponibili per ottenere liquidità, richiesta oggi più che mai. Tuttavia, la disponibilità di capitali non è riuscita a tenere il passo con il volume di richieste, creando così uno squilibrio tra offerta e domanda particolarmente vantaggioso, che crediamo possa mantenersi per un certo periodo. Le società di private equity stanno, inoltre, utilizzato il capitale fornito da questi operatori per stimolare la crescita delle società in portafoglio, realizzare nuove acquisizioni o creare nuovi veicoli di investimento sul secondario per massimizzare il valore degli asset di qualità in portafoglio.
Perché gli investitori dovrebbero dare priorità al private equity? Riteniamo che il 2024 si caratterizzerà per l'espansione delle nostre attività di co-investimento, di secondario e di soluzioni di capitale. Siamo impegnati a identificare e investire capitali su scala globale in società target che forniscono prodotti e servizi in diversi settori critici, tra cui software e tecnologia, sanità, servizi alle imprese. Il tutto operando lontano dalla volatilità quotidiana dei mercati quotati e dai rischi legati alle aspettative sui tassi di interesse.
Crediamo inoltre che in questo contesto di volatilità le operazioni saranno condotte con maggiore attenzione e che ci sarà un processo di selezione più accurato, aprendo la strada a un'annata eccezionalmente attraente per il private equity. Un fattore determinante sarà la capacità dei gestori di attivare strategie di creazione di valore che si basano su competenze specifiche. Questo approccio richiede abilità e risorse notevoli, che non tutti i gestori di private equity possiedono. Di conseguenza, ci aspettiamo una differenziazione nelle performance che privilegerà le società di qualità superiore, quelle con piani di miglioramento strategico e operativo chiari.
Dal punto di vista degli investitori, riteniamo che questo momento offra un'opportunità imperdibile per i co-investimenti, per il secondario di private equity e per le soluzioni di capitale. Servendo come fornitori di liquidità per i gestori di private equity che mirano a proteggere il valore dei fondi e ad adottare una strategia ben definita per sfruttare le opportunità di investimento uniche che si presentano, ci posizioniamo in un contesto di mercato in cui l'accesso a finanziamenti a tassi vantaggiosi e liquidità non sono più elementi scontati come nel passato decennio.
Al contempo ci troviamo di fronte ad alcuni rischi significativi. Uno scenario che potrebbe presentarsi è una sorpresa negativa riguardante l'inflazione, che potrebbe ribaltare le attuali aspettative di una riduzione dei tassi di interesse e condurre a un ulteriore irrigidimento dei mercati del capitale.
Un'altra preoccupazione riguarda la capacità dei gestori di private equity di navigare in un contesto in cui il finanziamento a basso costo non è così facilmente disponibile e dove l'espansione dei multipli al momento della vendita degli investimenti non è garantita. La vera prova sarà selezionare quei gestori che dispongono degli strumenti necessari non solo per stimolare la crescita, ma anche per implementare efficaci strategie per generare rendimenti attraenti.
Infine, c'è il rischio che il livello percepito di rischio negli investimenti possa risultare ingannevole. La crescita eccezionale osservata negli ultimi anni potrebbe essere stata influenzata da fattori ciclici o da eventi eccezionali, come ad esempio gli aiuti legati al Covid. Questo potrebbe portare a sopravvalutare la solidità a lungo termine di certi investimenti. (riproduzione riservata)
*managing director
Neuberger Berman